Manoeuvre.it
Do you plan to manoeuvre it?!
Do you plan to manoeuvre it?!
12 Gen

Ebbene sì, posto quest’articolo senza aggiungere nulla, dal momento che non c’è nulla da dire di più di quanto già non venga detto o si commenti da solo.
Ora c’è da correggere la voce “tg5″ su wikipedia con “aspirante telegiornale dedito alla distrazione di massa” e, se mi permettete, anche con giornalisti (almeno chi ha fatto il servizio, ignoranti circa le dinamiche e la natura di wikipedia.
A voi: http://www.wikiculture.net/2011/01/ecco-perche-il-tg5-ha-torto-su-wikipedia/
1 Ott
Siamo onesti: non conosco la sclerosi multipla se non per quel che ho letto/sentito in giro e per i suoi effetti devastanti e avvilenti tanto per il paziente quanto per chi lo assiste, ma quando sento certe notizie mi si accende il cuore con una speranza che solo chi ha assistito una persona con una malattia degenerativa può provare. Certo, sono tutte cose da prendere con le pinze e da verificarsi prima di “urlare al miracolo”, ma solo il fatto che ci sia una novità in questo ambito lascia ben sperare.
E dunque eccolo qui, per chi si fosse perso il servizio delle Iene sulla scoperta del prof. Zamboni, vi ripropongo il link al video (assolutamente da guardare), una breve animazione esplicativa di quanto detto nel servizio delle Iene, una sua intervista in merito, la pagina del Prof. Zamboni su Wikipedia (che tra l’altro contiene, anche se scritte in un italiano pessimo e spesso senza fonti, anche le critiche/controversie legate a questo nuovo metodo in attesa di sperimentazione). Se poi siete interessati, su Google trovate parecchie pagine semplicemente inserendo il nome del professore.
Solo una chicca, giusto per tener fede al buon nome dell’Italia: la sperimentazione è pronta da mesi ma è continuamente procrastinata dal ministero della sanità. Come dice anche una delle persone intervistate da Giulio Golia, per i malati di sclerosi multipla un mese fa differenza, ne son passati 81 e il ministro Fazio semplicemente sembra ignorare le richieste delle associazioni. Perché?
E poi mi chiedono perché ho deciso di scappare da qui…
Note all’articolo:
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17 Lug
Con riferimento al post di ieri, riprendo in mano la vicenda giusto per dare continuità alla cosa.
Nella precedente puntata…
Alla fine di tutte le telefonate di ieri, gli operatori del 190 mi avevano liquidato promettendo di farmi richiamare da qualcuno per valutare un possibile riaccredito. Dalle 4 del pomeriggio alle 11 di stamattina nessuno si era ancora fatto vivo e, dal momento che non potevo ricaricare per il rischio di riattivare la promozione (leggi “per il rischio di peggiorare ulteriormente le cose”), ho pensato bene di recarmi in un centro Vodafone. Perfettamente inutile. I centri Vodafone, che mi serva di lezione per il futuro, sono utili per comprare telefoni, attivare promozioni, fare ricariche e chiedere spiegazioni a qualcuno che non ti fornisce risposte lette su uno schermo di un computer (cosa che, spesso, porta ad una conversazione incocludente).
Decisamente stufo di non poter utilizzare il mio cellulare ho chiamato per l’ennesima volta il 190, e mi ha risposto Chiara.
16 Lug
Oggi ho fatto una fantastica scoperta! La Vodafone ha cambiato il metodo di gestione delle promozioni – nel mio caso la Infinity Messaggi Tutti – per quanto riguarda il pagamento del rinnovo.
Com’era prima
Supponiamo di aver aderito ad una promozione a rinnovo tacito (quindi automatico) mensile, al costo di 7€. Arrivato alla data di scadenza veniva inviato un messaggio che poteva essere di due tipi:
Come funziona adesso
Supponiamo di aver aderito alla medesima promozione, con rinnovo tacito di 7€ mensili. Arrivati alla data di scadenza viene inviato un messaggio, che può essere – ancora una volta – di due tipi:
9 Lug
A quanto pare questo è il periodo in cui decido di cambiare la veste grafica al blog.
Questa volta, dopo aver parlato con lo staff di Aruba per l’upgrade ad una versione più recente del database MySQL, aver aggiornato WordPress e alcuni plugin, aver fatto pulizia di cose inutili (inutile = potenzialmente dannoso per i webserver), sistemato i vari permessi e modificato un po’ i sorgenti del css e del tema, ecco che mi son deciso a pubblicarlo. Non è completo, ma almeno è online.
Chissà che ora, dopo tutto questo sforzo, mi torni anche la voglia di scrivere qualcosa di sensato in questo piccolo diario.
Di sicuro non oggi, che è in atto lo sciopero per salvaguardare uno dei diritti sanciti anche dalla Costituzione: la libertà di stampa.
E se state pensando che alcune “testate”, come il TG1 di Minzolini, abbiamo aderito ormai da tempo a questo sciopero evitando accuratamente e schifosamente di dare certe notizie, beh… i motivi sono profondamente diversi.
22 Giu
Da stamattina è online il nuovo sito de Il Fatto Quotidiano, il giornale indipendente e senza finanziamenti pubblici (avrei messo la “G” maiuscola ma non vorrei correre il rischio che venisse scambiato con un altro giornale decisamente molto meno indipendente!).
Come appare dunque il sito?
Il sito è stato letteralmente preso d’assalto, mandando i server ospitanti “in tilt”. Forse non si aspettavano un tale successo, o forse si sarebbero dovuti aspettare un tale successo, fatto sta che purtroppo sono stati in pochi a riuscire a vedere come appare il sito.
E io sono tra quelli. Ecco in realtà come dovrebbe apparire:
7 Mag
I wonder why Apple “we own the most advanced OS in the world” keeps hiding some of the most useful stuff in Mac OS X. Or, specifically, they tend not to share more detailed informations with power users.
One great example are Smart Folders: a kind of live search of files and folders, filtered by user-specified criteria, such as extension, date of creation, file size, owner, megapixel in a photo, and so on.
Wow, that’s cool and shining, so what’s the point?
7 Mag
Se c’è una cosa che non capisco è perché Apple “ho il sistema operativo più avanzato del mondo” tenda a nascondere le cose veramente utili. O che, meglio, renda addirittura difficoltoso l’accesso ad informazioni più dettagliate a utenti più curiosi e smaliziati. L’esempio più lampante (ma non è certo l’unico) sono le smart folders: una specie di ricerca live di files e cartelle filtrata da criteri di (quasi) qualsiasi tipo, dall’estensione alla dimensione, dalla data di creazione al proprietario, dai megapixel di un’immagine al bitrate di un file audio.
E qui casca l’asino.
14 Apr
Solo un breve pensiero, in considerazione del fatto che Facebook sta *effettivamente* modificando le nostre abitudini, a prescindere da quello che si possa dire.
Non scendo nello specifico e non mi dilungo in pretenziosi sensazionali (e quasi-sempre inaccurati e ignoranti) discorsi visibili su qualsiasi giornale cartaceo, ma ci tenevo a raccontare questo aneddoto.
2 Apr
Per la versione in italiano cliccare QUI.
Yesterday, as usually happens, I was going through a video on YouTube, but a red unusual message popped up.
31 Mar
Mi limito a regalare una fotografia delle principali testate giornalistiche (e non), la sera del 28 marzo 2010, primo giorno di scrutinio per le elezioni regionali. Non aggiungo alcun commento, non vi è alcun bisogno.
19 Gen
Da circa un mese ho acquistato il mio primo mac. Non sono un appassionato, si sa, ma volevo togliermi lo sfizio di vedere com’è “il sistema più avanzato del mondo” (cit.).
Devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso, non proprio entusiasta, ma sorpreso. Già “coccolato” da un sistema Linux in precedenza immaginavo cosa aspettarmi, quindi immagino di essermi perso tutta la magia di chi si approccia alla mela per la prima volta. Purtroppo o per fortuna.
Ecco però che mi appresto ad elencare, prima che diventino un’abitudine quasi dovuta, alcune piccolezze che ho trovato in mac e che mancano quando lavoro in Linux o in Windows.
Già in Linux ero abituato a non dover penare troppo per installare una nuova applicazione: apro Synaptic/Yast/Yum/* e scelgo cosa voglio. Oppure, se ho necessità più specifiche, apro un terminale e scrivo una riga. Fatto. Questo funziona perchè qualcuno si è preso la briga di organizzare il software disponibile in pacchetti, elencarne le eventuali dipendenze, le architetture, ecc…
Mac da questo punto di vista è molto più simile a Windows, ma con una semplificazione non da poco: l’applicazione va trovata su internet – supponiamo Adium1, quindi scaricata e spostata nella cartella “Applications”.
Infatti ogni applicazione è in realtà un pacchetto contenente tutti i file, le librerie, ecc fini a farla funzionare. L’operazione di installazione si traduce in una semplice copia. E la disinstallazione in una cancellazione dell’icona (il corsivo è d’obbligo).
Chiunque abbia mai avuto accesso ad un mac, o abbia visto qualcuno utilizzarlo, sarà sicuramente incappato in almeno una delle due viste di cui sotto: la prima è la vista Cover Flow, che strizza l’occhio all’aspetto estetico tanto caro a Cupertino.
E a quelli che si apprestano a dire “ma no, è tutta orientata all’usabilità!” sono pronto a rispondere di provare a fermarsi su un file e premere spazio, avrete un’anteprima del file (i più comuni sono tutti supportati) senza bisogno di aprire il programma.
Pensata invece per l’usabilità sono la vista a colonne (vd. sotto) e la vista a icone, presente in tutti i sistemi operativi con un’interfaccia grafica. Le icone sono “live” (non so se sia la definizione corretta), nel senso che mostrano il contenuto del file che rappresentano.
Se c’è un mp3 ecco la copertina del disco (se disponibile) e, al passaggio del mouse, un bel tasto “play” per ascoltarla, anche integralmente; se state scaricando un file potete vedere direttamente dalla cartella2 lo stato di avanzamento; nel caso di file di testo ecco che invece viene visualizzato il vero e proprio contenuto. E qui qualcuno può giustamente obiettare: che utilità c’è in un’icona da 64×64 px? Se premere il tasto spazio e spostare le dita dal mouse è uno sforzo esagerato, basta zoomare nella cartella per ingrandire il file fino ad avere una dimensione leggibile!
L’altra vista già accennata sopra, utile per vedere l’ “albero” delle cartelle e l’organizzazione dei file nel disco, è la vista a colonne, che non credo meriti neanche un commento data l’estrema chiarezza ed intuitività.
Note all’articolo:
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[ITA - Internet] Video+YouTube: la (fin troppo semplice) violazione del copyright
31 Mar
Pubblicato da iraiscoming223 in Tecnologia
Nessun commento
Ieri, come spesso capita, apro YouTube e cerco di vedere un video. Ma mi trovo davanti un messaggio raccapricciante e decisamente sinistro.
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