Manoeuvre.it
Do you plan to manoeuvre it?!
Do you plan to manoeuvre it?!
17 Lug
Con riferimento al post di ieri, riprendo in mano la vicenda giusto per dare continuità alla cosa.
Nella precedente puntata…
Alla fine di tutte le telefonate di ieri, gli operatori del 190 mi avevano liquidato promettendo di farmi richiamare da qualcuno per valutare un possibile riaccredito. Dalle 4 del pomeriggio alle 11 di stamattina nessuno si era ancora fatto vivo e, dal momento che non potevo ricaricare per il rischio di riattivare la promozione (leggi “per il rischio di peggiorare ulteriormente le cose”), ho pensato bene di recarmi in un centro Vodafone. Perfettamente inutile. I centri Vodafone, che mi serva di lezione per il futuro, sono utili per comprare telefoni, attivare promozioni, fare ricariche e chiedere spiegazioni a qualcuno che non ti fornisce risposte lette su uno schermo di un computer (cosa che, spesso, porta ad una conversazione incocludente).
Decisamente stufo di non poter utilizzare il mio cellulare ho chiamato per l’ennesima volta il 190, e mi ha risposto Chiara.
16 Lug
Oggi ho fatto una fantastica scoperta! La Vodafone ha cambiato il metodo di gestione delle promozioni – nel mio caso la Infinity Messaggi Tutti – per quanto riguarda il pagamento del rinnovo.
Com’era prima
Supponiamo di aver aderito ad una promozione a rinnovo tacito (quindi automatico) mensile, al costo di 7€. Arrivato alla data di scadenza veniva inviato un messaggio che poteva essere di due tipi:
Come funziona adesso
Supponiamo di aver aderito alla medesima promozione, con rinnovo tacito di 7€ mensili. Arrivati alla data di scadenza viene inviato un messaggio, che può essere – ancora una volta – di due tipi:
9 Lug
A quanto pare questo è il periodo in cui decido di cambiare la veste grafica al blog.
Questa volta, dopo aver parlato con lo staff di Aruba per l’upgrade ad una versione più recente del database MySQL, aver aggiornato WordPress e alcuni plugin, aver fatto pulizia di cose inutili (inutile = potenzialmente dannoso per i webserver), sistemato i vari permessi e modificato un po’ i sorgenti del css e del tema, ecco che mi son deciso a pubblicarlo. Non è completo, ma almeno è online.
Chissà che ora, dopo tutto questo sforzo, mi torni anche la voglia di scrivere qualcosa di sensato in questo piccolo diario.
Di sicuro non oggi, che è in atto lo sciopero per salvaguardare uno dei diritti sanciti anche dalla Costituzione: la libertà di stampa.
E se state pensando che alcune “testate”, come il TG1 di Minzolini, abbiamo aderito ormai da tempo a questo sciopero evitando accuratamente e schifosamente di dare certe notizie, beh… i motivi sono profondamente diversi.
22 Giu
Da stamattina è online il nuovo sito de Il Fatto Quotidiano, il giornale indipendente e senza finanziamenti pubblici (avrei messo la “G” maiuscola ma non vorrei correre il rischio che venisse scambiato con un altro giornale decisamente molto meno indipendente!).
Come appare dunque il sito?
Il sito è stato letteralmente preso d’assalto, mandando i server ospitanti “in tilt”. Forse non si aspettavano un tale successo, o forse si sarebbero dovuti aspettare un tale successo, fatto sta che purtroppo sono stati in pochi a riuscire a vedere come appare il sito.
E io sono tra quelli. Ecco in realtà come dovrebbe apparire:
7 Mag
I wonder why Apple “we own the most advanced OS in the world” keeps hiding some of the most useful stuff in Mac OS X. Or, specifically, they tend not to share more detailed informations with power users.
One great example are Smart Folders: a kind of live search of files and folders, filtered by user-specified criteria, such as extension, date of creation, file size, owner, megapixel in a photo, and so on.
Wow, that’s cool and shining, so what’s the point?
7 Mag
Se c’è una cosa che non capisco è perché Apple “ho il sistema operativo più avanzato del mondo” tenda a nascondere le cose veramente utili. O che, meglio, renda addirittura difficoltoso l’accesso ad informazioni più dettagliate a utenti più curiosi e smaliziati. L’esempio più lampante (ma non è certo l’unico) sono le smart folders: una specie di ricerca live di files e cartelle filtrata da criteri di (quasi) qualsiasi tipo, dall’estensione alla dimensione, dalla data di creazione al proprietario, dai megapixel di un’immagine al bitrate di un file audio.
E qui casca l’asino.
14 Apr
Solo un breve pensiero, in considerazione del fatto che Facebook sta *effettivamente* modificando le nostre abitudini, a prescindere da quello che si possa dire.
Non scendo nello specifico e non mi dilungo in pretenziosi sensazionali (e quasi-sempre inaccurati e ignoranti) discorsi visibili su qualsiasi giornale cartaceo, ma ci tenevo a raccontare questo aneddoto.
2 Apr
Per la versione in italiano cliccare QUI.
Yesterday, as usually happens, I was going through a video on YouTube, but a red unusual message popped up.
31 Mar
Mi limito a regalare una fotografia delle principali testate giornalistiche (e non), la sera del 28 marzo 2010, primo giorno di scrutinio per le elezioni regionali. Non aggiungo alcun commento, non vi è alcun bisogno.
19 Gen
Da circa un mese ho acquistato il mio primo mac. Non sono un appassionato, si sa, ma volevo togliermi lo sfizio di vedere com’è “il sistema più avanzato del mondo” (cit.).
Devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso, non proprio entusiasta, ma sorpreso. Già “coccolato” da un sistema Linux in precedenza immaginavo cosa aspettarmi, quindi immagino di essermi perso tutta la magia di chi si approccia alla mela per la prima volta. Purtroppo o per fortuna.
Ecco però che mi appresto ad elencare, prima che diventino un’abitudine quasi dovuta, alcune piccolezze che ho trovato in mac e che mancano quando lavoro in Linux o in Windows.
Già in Linux ero abituato a non dover penare troppo per installare una nuova applicazione: apro Synaptic/Yast/Yum/* e scelgo cosa voglio. Oppure, se ho necessità più specifiche, apro un terminale e scrivo una riga. Fatto. Questo funziona perchè qualcuno si è preso la briga di organizzare il software disponibile in pacchetti, elencarne le eventuali dipendenze, le architetture, ecc…
Mac da questo punto di vista è molto più simile a Windows, ma con una semplificazione non da poco: l’applicazione va trovata su internet – supponiamo Adium, quindi scaricata e spostata nella cartella “Applications”.
Infatti ogni applicazione è in realtà un pacchetto contenente tutti i file, le librerie, ecc fini a farla funzionare. L’operazione di installazione si traduce in una semplice copia. E la disinstallazione in una cancellazione dell’icona (il corsivo è d’obbligo).
Chiunque abbia mai avuto accesso ad un mac, o abbia visto qualcuno utilizzarlo, sarà sicuramente incappato in almeno una delle due viste di cui sotto: la prima è la vista Cover Flow, che strizza l’occhio all’aspetto estetico tanto caro a Cupertino.
E a quelli che si apprestano a dire “ma no, è tutta orientata all’usabilità!” sono pronto a rispondere di provare a fermarsi su un file e premere spazio, avrete un’anteprima del file (i più comuni sono tutti supportati) senza bisogno di aprire il programma.
Pensata invece per l’usabilità sono la vista a colonne (vd. sotto) e la vista a icone, presente in tutti i sistemi operativi con un’interfaccia grafica. Le icone sono “live” (non so se sia la definizione corretta), nel senso che mostrano il contenuto del file che rappresentano.
Se c’è un mp3 ecco la copertina del disco (se disponibile) e, al passaggio del mouse, un bel tasto “play” per ascoltarla, anche integralmente; se state scaricando un file potete vedere direttamente dalla cartella lo stato di avanzamento; nel caso di file di testo ecco che invece viene visualizzato il vero e proprio contenuto. E qui qualcuno può giustamente obiettare: che utilità c’è in un’icona da 64×64 px? Se premere il tasto spazio e spostare le dita dal mouse è uno sforzo esagerato, basta zoomare nella cartella per ingrandire il file fino ad avere una dimensione leggibile!
L’altra vista già accennata sopra, utile per vedere l’ “albero” delle cartelle e l’organizzazione dei file nel disco, è la vista a colonne, che non credo meriti neanche un commento data l’estrema chiarezza ed intuitività.
26 Ott
Sembra di leggere un libro di fantascienza:
Sarebbe un esistenza desolata. [...] Un viaggio di sei mesi in una cabina stretta. Una volta arrivati [...] ci si troverebbe in un mondo deserto in gran parte congelato, con un’atmosfera sottile [...], e gli astronauti spenderebbero la maggior parte del tempo in un habitat. Avventurarsi all’esterno troppo a lungo significherebbe esporsi alle radiazioni del sole e di fonti esterne al sistema solare. Per decenni la colonia vivrebbe di rifornimenti lanciati dalla terra.
Eppure si sta parlando di uno scenario vero, o quantomeno ipotizzato da molti scienziati della NASA: il problema è che scarseggiano i fondi per mandare persone sulla Luna , figuriamoci su Marte! O meglio, con i soldi che ci sono oggi, su Marte ci si può andare, a patto poi di rimanere là.
16 Ott
Eppure qualcuno che ci ha creduto c’è. Certo, dopo la proposta del Nobel per la pace e certe scene patetiche viste in televisione e su youtube si sapeva di aver toccato il fondo, ma a quanto pare c’era ancora da scavare. E parecchio.
Quando infatti tale professore Massimo Scialò (imprenditore
musicale e docente in un master di comunicazione e marketing della
Sapienza ) ha messo in piedi per scommessa il sito berlusconibeato.com atto a chiedere la beatificazione di Silvio Berlusconi si è visto travolgere dalle visite e dalle e-mail di persone che chiedevano numeri di conto corrente per fare donazioni o che volevano in prima persona partecipare creando comitati locali e molto altro.
Lo stesso docente, che ora è uscito allo scoperto pubblicando sulla medesima pagina i risultati del suo esperimento, si dice sorpreso. Cito quanto scritto ad ora, ore 15 del 16 ottobre 2009:
Numeri:
In 3 Giorni (dal 12/10 H10:00 – al 15/10 H 18:00) 172.439 visite uniche.
Tra lunedì 12 Ottobre e Giovedì 15 Ottobre 2009 abbiamo ricevuto 899 mail divise in:
342 di insulti vari ai promotori del Comitato
248 di richieste di conferma sulla veridicità del progetto (utenti non increduli)
78 di richieste di conferma sulla veridicità del progetto (utenti increduli)
231 di sostegno all’iniziativa delle quali:
91 di richiesta di un C/C corretto per le donazioni
112 di sostegno generico
28 di sostegno locale (organizzazione di convegni e incontri, allargamento della base etc.)
12 Ott
Mi è capitato, stasera, di assistere alla presentazione dell’ultimo libro di José Saramago, “Il Quaderno“.
Breve introduzione di circostanza
L’evento si è tenuto al teatro Franco Parenti di Milano, nella Sala Grande. Già un’ora prima dell’inizio era difficile trovare posto a sedere. Tra gli ospiti ufficiali c’era anche l’applauditissimo Marco Travaglio.
Considerazioni
Credo sia inopportuno riassumere la serata, dal momento che è stata un altalenarsi di letture e discussioni (o meglio, domande e risposte con traduzione portoghese-italiano in differita) comunque riportate nei frammenti raccolti nel suddetto libro, piuttosto vorrei soffermarmi e condividere alcune considerazioni su uno soltanto degli argomenti di cui si è discusso. Continua >
29 Set
Riordinando la stanza mi sono imbattuto in un giochino che mi era stato proposto quando ancora facevo le medie. Il testo recita come seuge:
L’indovinello di Einstein
Albert Einstein scrisse questo indovinello agli inizi del 900. Disse che il 98% della popolazione non sarebbe stata in grado di risolverlo.
Ora, io non so quanto appartenga ad Einstein questa cosa e quanto le cifre siano attendibili (dai tempi di Einstein ne sono cambiate di cose ) ad ogni modo l’avevo trovato divertente e lo propongo qui.

(Click per la versione da compilare)
Non vi sono trabocchetti, solo logica.
Domanda: a chi appartiene il pesciolino?
[ITA - Internet] Video+YouTube: la (fin troppo semplice) violazione del copyright
31 Mar
Pubblicato da iraiscoming223 in Tecnologia
Nessun commento
Ieri, come spesso capita, apro YouTube e cerco di vedere un video. Ma mi trovo davanti un messaggio raccapricciante e decisamente sinistro.
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