Archivio di Marzo 2007

[Linux] Politecnico: guida al wireless

info ~ Questo post è stato importato dal vecchio blog, eventuali link in esso contenuti potrebbero puntare ancora al blog vecchio.

Questo post non ha alcuna affinità con il Politecnico nè con alcuno dei suoi dipendenti.
Ho recentemente scoperto una guida per installare l’interfaccia grafica. Non l’ho testata personalmente per pura pigrizia, ma sembra fatta bene e l’autore è piuttosto affidabile, visti i commenti e la conoscenza su Linux. Ve la linko: >CLICK!<

Questo post sarà utile agli studenti delle varie sedi del politecnico che vogliono accedere alla rete wireless “internet” con il pinguino. La rete internet è piuttosto complicata da configurare su Windows (più che complicata direi “macchinosa”). Con Linux i passi da fare sono davvero pochi, e in meno di 5 minuti sarete già connessi. :) Come sapete l’accesso alla rete è governato da un certificato, univoco e personale, scaricabile dal sito ASI. Durante questo breve how-to lavoreremo con *tutti* i files in una cartella (nascosta) presente nella nostra home, cioè:

/home/tuonomeutente/.poliwireless

Ovviamente la cartella potrete crearla in modalità grafica dando il nome “.poliwireless” ad una nuova cartella o in un terminale dando il comando:

mkdir .poliwireless

Pertanto tutti i percorsi contenuti nei files di configurazione punteranno a questa cartella: se volete posizionare i vostri files in un altro luogo semplicemente rinominate i files di configurazione dove compare questo percorso.

Cominciamo!

Avete scaricato il certificato CertificatoASI.p12 dal sito sopracitato, e l’avete posizionato nella cartella ~/.poliwireless (la tilde ~ indica la cartella home).
Aprite un terminale e spostatevi nella Cartella (che da qui in poi chiamerò con la C maiuscola per evitare di dare il percorso tutte le volte):

cd ~/.poliwireless

Una volta dentro dovrete convertire il certificato creandone un altro comprensibile al programma che andremo ad utilizzare (cioè wpasupplicant):

openssl pkcs12 -cacerts -in CertificatoASI.p12 -out asi.cer

Dovrete ora inserire due volte una password (è quella che usate per accedere al poliself e che avete dovuto immettere per il rilascio del certificato (di fatto controlla che siate i veri proprietari di quel certificato).
A questo punto troverete nella cartella il certificato originale e un altro file chiamato “asi.cer”. Perfetto.

Creiamo il file di configurazione
A questo punto dobbiamo dire al supplicant dove abbiamo infilato i certificati, quindi gli scriviamo un file che possa capire anche lui. Aprite un editor di testo (consiglio gedit in GNOME o kate in KDE, lanciabili tramite ALT-F2) e copia/incollate questo:

ctrl_interface=/var/run/wpa_supplicant
ctrl_interface_group=0
ap_scan=1

network={
ssid=”internet”
proto=WPA
key_mgmt=WPA-EAP
auth_alg=OPEN
pairwise=TKIP
eap=TLS
anonymous_identity=”S123456″ # SOSTITUITE I NUMERI 123456 CON IL VOSTRO NUMERO DI MATRICOLA
ca_cert=”/home/MANOEUVRE/.poliwireless/asi.cer” # SOSTITUITE MANOEUVRE CON IL VOSTRO NOME UTENTE
private_key=”/home/MANOEUVRE/.poliwireless/CertificatoASI.p12″ # SOSTITUITE MANOEUVRE CON IL VOSTRO NOME UTENTE
private_key_passwd=”654321″ # SOSTITUIRE I NUMERI 654321 CON LA VOSTRA PASSWORD CHE AVETE USATO PER IL CERTIFICATO (SE NON L’AVETE CAMBIATA E’ QUELLA DEL POLISELF)
phase2=”auth=MSCHAPV2″
}

I commenti preceduti dal # possono rimanere, verranno ignorati dal programma. Riporto in breve le operazioni da eseguire sul file una volta incollato in un editor di testo:

  1. Sostituite il numero 123456 con la vostra matricola facendo attenzione che la S iniziale non venga cancellata.
  2. Sostituite nel percorso “/home/MANOEUVRE/.poliwireless/” la parola MANOEUVRE con il vostro nome utente (se vi chiamate “ugazio” il vostro percorso apparirà così: /home/ugazio/.poliwireless/ )
  3. Sostituite anche nel secondo percorso il vostro nome utente (come il punto sopra)
  4. Cambiate il numero 654321 con la password che avete inserito durante la conversione del certificato e che usate normalmente per accedere al poliself (se non l’avete cambiata).

Salvate il file nella solita Cartella e chiamatelo “wpa_supplicant.conf”.
Fatto questo, passiamo al penultimo passaggio.

Installiamo il “supplicante”
Se avete Ubuntu e derivate piuttosto che Mandriva potreste già aver installato questo programma. Per controllare scrivete in un terminale

wpa_

e premete due volte il tasto TAB della vostra tastiera. Se tra le varie opzioni (se ne compaiono) c’è “wpa_supplicant” allora passate direttamente al paragrafo sucessivo “La connessione”.
Installare il “supplicante” è un’operazione velocissima, specie se avete le repositories di Treviño (rimando a questo mio post – paragrafo Synaptic – per le spiegazioni a riguardo).
Aprite un terminale e date questo comando:

sudo apt-get install wpasupplicant

Inserite la vostra password e aspettate qualche secondo che il processo sia finito. E anche questa è fatta.

La connessione
L’ultimo passaggio è il più semplice ed indolore. Si tratta di dare un paio di comandi per dire all’antennina wireless di connettersi con la rete internet. Supponendo che la vostra connessione wireless sia sull’interfaccia eth0 (vd. sotto tra le note¹ se non sapete di cosa sto parlando), aprite un terminale e date in sequenza questi comandi (ogni riga è un comando)³:

sudo ifconfig eth0 up
sudo iwconfig eth0 essid internet
sudo wpa_supplicant -i eth0 -D wext -c /home/tuonomeutente/.poliwireless/wpa_supplicant.conf -d

(cambiate il grassetto “tuonomeutente” con il vostro nome della home, al solito)…
Se la vostra interfaccia è diversa da eth0 cambiate tutti i riferimenti nei comandi. Ad ogni modo, dato quest’ultimo comando vedrete una serie di messaggi scorrere sullo schermo. Quando vedrete -tra le 10000- la scritta AUTHENTICATED allora potrete dire di essere connessi con il router del poli. ;) Non chiudete il terminale o la connessione cesserà.² Apritene un altro e date quest’ultimo comando:

sudo dhclient

che vi assegberà un indirizzo ip.
Siete ufficialmente in internet. Vi ricordo che valgono le stesse regole per i proxy (in GNOME nel menu Sistema -> Amministrazione c’è la voce “Proxy di rete” o qualcosa di simile in cui potrete impostare tutti i valori a “131.175.12.65″ porta 8080 (anche se in effetti molti di quelli non li userete) e che browser non integrati tipo Firefox necessitano di uno script di configurazione a sè (inserite come indirizzo dello script “http://wpad.polimi.it/wpad.dat”).

Le altre connessioni
D’ora in poi dovrete seguire solo il paragrafo “La connessione” per connettervi alla rete, senza il bisogno di ripetere tutte le operazioni. E leggete le note se non volete avere 10000 terminali! ;)

1. Per capire come Linux si sia configurato e come abbia catalogato la vostra interfaccia wireless date in un terminale il comando “iwconfig” e leggete quella dove *non* c’è scritto “no wireless extension”. ethX (dove al posto di X ci sarà un numero) è la vostra interfaccia wireless.
2. Se volete evitare di dover tenere aperto il terminale e siete in una zona in cui avete la sicurezza che la rete ci sia (insomma non avete bisogno di monitorare lo stato del dialogo con il router nè di vedere la scritta “AUTHENTICATED”) aggiungete un -B in fondo al comando, che diventerà così: “sudo wpa_supplicant -i eth0 -D wext -c /home/tuonomeutente/.poliwireless/wpa_supplicant.conf -d -B”, in modo da “demonizzare il supplicante. Se volete uccidere il processo dovrete rimuovere la vostra interfaccia dalla cartella “/var/run/wpa_supplicant/”, cioè se operate su eth0 darete “sudo rm /var/run/wpa_supplicant/eht0″
3. Io utilizzo i driver “wext” come vedete dal comando (per chi ha spulciato il manuale). Potrebbero però non essere compatibili con il vostro sistema. Ecco una lista di driver da sostituire a wext in caso di necessità:

  • wext = Linux wireless extensions (generic)
  • hostap = Host AP driver (Intersil Prism2/2.5/3)
  • madwifi = MADWIFI 802.11 support (Atheros, etc.)
  • atmel = ATMEL AT76C5XXx (USB, PCMCIA)
  • ndiswrapper = Linux ndiswrapper
  • wired = wpa_supplicant wired Ethernet driver

[Internet] Internet messenger: panoramica

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Tra i vari Instant Messengers in circolazione cerchiamo di fare una panoramica, illustrando le varie alternative e i vari pregi/difetti, in modo da scegliere quello giusto per sè.

msnMSN Messenger
Il più utilizzato programma di instant messaging. È di proprietà Microsoft e si basa sulla registrazione dell’indirizzo e-mail con il servio “Microsoft Passport”, che oltre all’accesso a messenger permette l’utilizzo di altre tecnologie di aziende (e associate) di Microsoft. Permette, nella versione ufficiale, conferenze in chat, chat audio, con webcam, scambio di file, giochi online, condivisione applicazioni.

Pregi: è tra i più utilizzati (almeno in Italia) e oggi molti tendono a dare l’indirizzo messenger piuttosto che il numero di cellulare. Ha tante funzionalità e stati comodi, personalizzabile con icone e immagini personali. Inoltre se non si conosce l’email di qualcuno è difficile poter aggiungere un contatto, sistema che preserva da contatti indesiderati e rende il programma un po’ più “personale”.
Difetti: è *troppo* personalizzabile e molta gente tende ad inviare messaggi costituiti da *sole* emoticon, con il risultato che le chat diventano illeggibili e faticose (sia per gli occhi che per il computer/modem). Il trasferimeno file non è p2p, ma i documenti scambiati passano da un server, il che – oltre a permettere un’eventuale controllo del trasferimento – rallenta ulteriormente lo scambio.

yahooYahoo! IM
Un altro programma utilizzato molto (stavolta di più fuori-Italia) che permette chat, anche audio ma – per fortuna – non è così personalizzabile come MSN. Permette di conoscere anche altra gente tramite un modulo di ricerca e di estendere la lista contatti anche a gente sparsa in altre parti del mondo, senza la necessità di conoscere l’indirizzo e-mail.
Pregi: il trasferimento file è p2p, quindi i computer del mittente e del destinatario si “parlano” direttamente, senza intermediari. Come già detto non è così customizzabile come MSN, anche se ha parecchie opzioni, tra cui diversi “stati” e diversi set di icone.
Difetti: poco utilizzato in Italia, altre persone possono aggiungerti alla loro lista e, anche se c’è il modo per regolare questa operazione, non sempre viene apprezzata come caratteristica.

c6C6 Tin Messenger
Il client di Telecom (Atlantide.it, Virgilio Community). Conta un notevole numero di utenti (in proporzione al progetto) ed è costruito su protocolli (specifiche) liberi. Ci sono praticamente solo italiani ed è un buon posto per farsi due risate conoscendo gente nuova.
Pregi: Profili rapidi (un click e vedi le principali info della persona con cui stai chattando), possibilità di aggiungere fino a 4 (5) foto per ogni utente registrato sulla community.
Difetti: Utenti troppo piccoli e troppo indifesi. È pieno di maniaci che si permettono di importunare anche ragazzine minorenni senza che nessuno (o quasi) possa moderare questo fenomeno. La gente tende – ovviamente – a non rispondere più perchè bombardata continuamente da messaggi di questi *pezzenti* e *pervertiti*. ERA un bel luogo, ora è diventata una chat “a luci rosse” senza moderazione. E, per finire, troppa pubblicità OVUNQUE.

icqICQ
La pronuncia dell’acronimo (anche se non è proprio tale) ICQ in inglese suona come “I seek you”, cioè “Ti sto cercando”. (che cagata -.-) Client per chattare prevalentemente utilizzato tra i giocatori di videogiochi web-based. Comodo da utilizzare per tenere “sotto controllo” un alto numero di utenti, orientato all’usabilità per la sua interfaccia discreta (se arriva un messaggio non si apre una finestra a tutto schermo ma lampeggia un’icona fino a che non ci si clicca sopra) e largamente conosciuto in ogni angolo del mondo.
Pregi: ogni giocatore “che si rispetti” (ma senti come parlo?!) ha un suo numero ICQ. Interfaccia discreta e comodo per chi ha tanti contatti da gestire. Possibilità di installarlo su molte piattaforme e di rimanere sempre aggiornati sullo stato dei propri contatti e dell’account grazie ai numerosi servizi offerti a parte, sempre (o quasi) gratuitamente. Permette, inoltre, di aggiungere altri utenti in base a diversi criteri specificabili nell’interfaccia di ricerca (sia via browser che via programma).
Difetti: gli utenti si identificano tramite un numero (#ICQ), non sempre facile da ricordare (almeno non come un nick o un indirizzo e-mail). Fino a un anno fa era uno dei client presi maggiormente d’attacco per sfondare o infettare computer a causa dei numerosi bug presenti nel codice e degli altrettanti numerosi exploit che questo permetteva. Sinceramente non sono abbastanza aggiornato per dare un giudizio su questo aspetto al momento.

aolAOL Messenger
È il client America On Line, registrazione gratuita. Sembra bello, ma al momento il sito non mi permette di registrarmi continuando a darmi un errore con il controllo antispam. Spero di riuscire ad integrare con qualche informazione più avanti, dal momento che non ho *mai* usato questo protocollo e sono ansioso di provarlo.
Pregi:N/D.
Difetti:N/D.

gtalkGTalk
Per chi possiede una casella GMail (ormai la stragrande maggioranza degli utilizzatori di Google, credo) ma non solo. Permette di scambiarsi messaggi instantanei con altri utenti collegati al servizio, aggiungendo anche foto e altri particolari. È ancora agli albori (è nato da “poco”) e si è proposto come “plugin” (se mi passate la parola) alla capiente casella di Google.
Pregi: permette di chattare anche tramite browser, senza necessariamente installare il programma GTalk. Aggiunge automaticamente gli indirizzi che terminano con “@gmail.com” alla lista, anche se non è ancora ben chiaro il criterio nè l’ordine con cui questa operazione avvenga.
Difetti: ha ancora molte features da implementare. Aggiunge automaticamente gli indirizzi che terminano con “@gmail.com” alla lista, anche se non è ancora ben chiaro il criterio nè l’ordine con cui questa operazione avvenga. (si, l’avete letta uguale poche righe sopra questa frase -.-)

skypeSkype
Ero in dubbio se mettere o meno Skype tra gli instant messengers. In effetti Skype, fin da quando è nato, si è proposto come un client per le telefonate VoIP (Voice Over Ip), anche se poi sono state aggiunte diverse funzionalità (chat, scambio files, nella versione per Windows anche la videochiamata, segreteria, ecc..)
Pregi: ha un lag bassissimo (cioè appena si parla il suono arriva con un ritardo praticamente impercettibile all’interlocutore). È discreto e, nonostante la possibilità di aggiungere altri utenti sconosciuti (tramite ricerca, al solito) alla propria lista contatti, è ben organizzata la gestione dei permessi e delle autorizzazioni: facile ed intuitiva.
Difetti: la versione per Linux è (quasi) praticamente trascurata. Mancano ancora parecchie funzionalità e, a parte chat – vocale e non – e scambio files, poche altre operazioni sono supportate.

I “tuttofare e gli “equivalenti

Questi programmi sono quelli che permettono di utilizzare, tramite un’unica interfaccia, più protocolli tra quelli elencati sopra (e anche di più). O, ancora, sono quelli che girano su altri sistemi operativi, che “slegano” i protocolli dal sistema operativo *insolente* per eccellenza.
openc6
Equivalenza:OpenC6
Il gioellino creato da Giorgio Alfarano, facilmente scaricabile dalla sua pagina su SourceForge.Net, client Tin Messenger opensource ormai al pari della sua immagine su Windows. Gira su UNIX, Linux e Mac. Altamente personalizzabile e perfettamente integrato in ambienti desktop quali KDE. Porta pregi e difetti dell’originale, con la differenza che – per fortuna – difetta della pubblicità *largamente* presente nel client Windows.

kopeteKopete
L’instant messenger per KDE (Linux). Perfettamente integrato nel desktop e altamente personalizzabile, si propone come l’alternativa libera per gli K-Utenti Linux ai software proprietari per i protocolli più diffusi.
Pregi: se si usa KDE è perfettamente integrato, sia con l’ambiente grafico che con le altre applet e utilities (vd. KDE Pocket). Ha il supporto WebCam e tante belle opzioni volte all’usabilità. Pieno di plugins.
Difetti: talvolta un po’ invadente, tra suoni e messaggi “superflui” (di defalut, chiaramente si possono togliere). Manca l’interfaccia per le conversazioni audio in MSN.

gaimGaim
Il corrispettivo di Kopete ma per GNOME (Linux). Discreto ed elegante, essenziale (come quasi tutti i programmi per GNOME) ma non per questo poco personalizzabile o di difficile utilizzo.
Pregi: perfettamente integrato in GNOME, anche con nautilus e tracker. Pieno di plugins e di grafica-ad-effetto. Fornisce istantaneamente informazioni che gli utenti windows devono sudare per ottenere (oppure abbassarsi a calar le braghe sbandierando la loro password ai quattro venti a servizi quali checkmessenger o simili).
Difetti: manca il supporto alla webcam e non si possono salvare le emoticons dalle conversazioni (anche se questo mi sa che è un pregio).

trillianTrillian
Questo è il corrispettivo per Windows del programma tuttofare. Può – ovviamente – piacere o non piacere. All’utente Windows medio piacciono 10000 icone e 100000 finestre con immagini sparse per il desktop. In definitiva o lo si odia o lo si ama. Non l’ho utilizzato abbastanza per esprimere un parere coerente per cui mi limito a segnalarlo e la chiudo qui.

Bene, terminata questa breve panoramica a voi la scelta. Sono cosciente che la lista non è completa e che le informazioni sono piuttosto soggettive e arbitrarie, ma credo che rispecchino più o meno la realtà dei fatti. Diffidate a lasciare amici/parenti/fratelli/sorelle/figli piccoli o non coscienti di cosa stanno facendo (e, soprattutto, dei rischi che corrono) da soli davanti a programmi di chat (specie quelli di community stile c6). Se utilizzate windows, per ciascuno dei programmi sopraelencati (senza esclusione alcuna), procuratevi un buon firewall e un buon antivirus. Se volete qualche consiglio e qualche dritta, leggete questo mio vecchio articolo che parla dei virus e dei malware in genere.

[Guida] E ora usiamo Linux (o almeno iniziamo!)

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NOTA: Questa è la continuazione della guida “Ma sì, installiamo linux” che spiegava come installare e come muovere i primissimi passi con Linux.
I riferimenti a “Linux” in questa guida, come nella sua precedente, si riferiscono a derivate Debian quali (KX)Ubuntu e Mint

In questa guida si parlerà principalmente di quelle operazioni che la stragrande maggioranza degli utenti esegue (quasi) quotidianamente. Vedremo di trattarle nella maniera più chiara e semplice possibile.

I menu, finestra sul computer
Tutto ciò di cui potete aver bisogno agli inizi (o quasi) lo trovate nei menu. Sono tutti piuttosto completi, sia che stiate usando il menu predefinito di bianca (gnome-menu 2) sia che usiate quelli di GNOME. In generale il menu “Applicazioni” contiene la stragrande maggioranza dei programmi installati, il menù Risorse mostra i dischi rigidi montati (tipo quello di Windows, ecc) e le scorciatoie verso i percorsi più utilizzati e i documenti più recenti, e il menu sistema permette di configurare il sistema dall’aspetto fino alle periferiche hw. Sono talmente intuitivi che non mi dilungo oltre.

I Desktop
No, non ho dimenticato una “L”. Sono proprio I Desktop. Linux permette di utilizzare da 1 a infiniti (in teoria finchè regge la macchina) desktop in ambiente grafico. Se non avete cambiato le scorciatoie da tastiera premete contemporaneamente CTRL-ALT e una freccia direzionale per muovervi tra questi. Potreste aver notato una piccola applet nel pannello che riassume i desktop e le finestre aperte su ognuno. Tramite quella ci si può spostare anche con il mouse o muovere le finestre da un desktop all’altro.

Gestione dei programmi: tutto quello che serve in 4 click (e una password)
Vi ricordate quando, in Windows, avevate mille cd e files compressi di programmi da installare e perdevate le vostre ore a cambiare disco o a lanciare eseguibili? Bene, quei tempi – PER FORTUNA! – sono finiti. Ogni distribuzione linux (o quasi) ha un gestore di pacchetti, e quella che abbiamo installato noi (Ubuntu) ha Synaptic, a mio avviso il migliore della categoria: questo bel programmino “fa la spesa” per voi. Voi fate una lista di quello che volete installare e lui si occupa di scaricare da ogni repository (archivio di pacchetti e/o sorgenti) quello di cui avete bisogno, di configurarlo secondo le specifiche del vostro sistema e, quindi, di installarlo. Tutto questo in soli 4 click! Per motivi di tipo “etici” e “Linux-Religiosi” (se mi passate il termine) la configurazione iniziale delle repositories di Synaptic è moooooooooolto base e, forse, anche un po’ tirchia: troppi pochi archivi, anche se con programmi utili. Dunque vediamo di fare le cose in modo semplice e veloce, pur capendo cosa stiamo modificando. Gli indirizzi da cui Synaptic preleva i pacchetti sono tutti salvati in un file chiamato “sources.list” che si trova nella cartella “/etc/apt/”. Prima di aggiungere altri indirizzi vi consiglio di fare una copia di backup di questo file. Per fare questo aprite un terminale (Accessori -> Terminale, oppure ALT-F2 e scrivere “gnome-terminal” – per GNOME – o “konsole” – per KDE) e date questo comando:

sudo cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.bak

In questo modo, da amministratori (perchè come scritto nella prima guida i files di configurazione li possono gestire solo i superutenti) fate una copia (“cp”) del file “/etc/apt/sources.list” nella stessa cartella ma con estensione .bak: “/etc/apt/sources.list.bak”. In ogni momento, se vorrete tornare indietro, basterà dare il comando invertendo i due percorsi. Ora procuriamoci un file un po’ più “pompato”. Se avete voglia di divertirvi con la shell qui c’è il file sources.list che utilizzo io (scritto da Treviño). Se invece siete degli scansafatiche o semplicemente vi piace la vita comoda ecco il pacchetto (un doppio click e si aggiorna da solo – richiede la password di root):

pacchetto
Pacchetto per (K/X)Ubuntu Edgy e Mint Bianca
by Treviño (agg. marzo 2007)

Finita l’installazione può darsi che vi venga chiesto di aggiornare la lista dei pacchetti. Aprite un terminale e digitate
sudo apt-get update

Potrebbero presentarsi alcuni errori, tra cui il mancato collegamento con alcuni server o la mancanza di chiavi GPG. Per il primo purtroppo non si può fare nulla, se non aspettare (e sperare) che tornino raggiungibili i server, per il secondo aprite il file e vedete come recuperare le chiavi. Se no andate sul Blog di Treviño che ci sono le medesime istruzioni.

L’operazione descritta finora viene eseguita soltanto una volta. L’unico processo che potrà (e dovrà, di tanto in tanto) essere ripetuto sarà l’aggiornamento della lista dei pacchetti con il solito apt-get update.

Bene, siamo a cavallo. Lanciate Synaptic (Sistema -> Amministrazione -> Gestore di pacchetti Synaptic oppure ALT-F2 e “gksudo synaptic”) e aspettate che diventi disponibile. Vi troverete grossomodo davanti ad una schermata tipo:

synaptic
Synaptic
Un click per ingrandire.

L’utilizzo è piuttosto semplice: usate la funzione di ricerca sia che conosciate sia che siate all’oscuro del nome del programma di cui avete bisogno. Cambiando i criteri di ricerca potrete scrivere – ad esempio – “nokia” e vedere tutti i programmi che ci sono per interfacciarsi con un cellulare nokia e così via. Una volta ottenuti i risultati cliccate sul paccheto. Nella parte in basso a sinistra viene mostrata una descrizione di quello che andrete ad installare. Nella lista basta un click sul quadratino per selezionare/deselezionare un file per l’installazione. Se un pacchetto ha delle dipendenze (cioè altre parti di cui necessita per poter funzionare) allora Synaptic ve lo segnalerà. Una volta terminate le ricerche, basta un click sul tasto “Applica” per vedere riassunto tutto quello che state per fare, quindi un click su OK per apllicare le modifiche. Synaptic scaricherà, configurerà e installerà i programmi per voi, eventualmente inserendo le icone (ove previsto) nei menu.
Ultime cose: Synaptic si occupa anche di mantenere il computer aggiornato. Se vi compare un messaggio “Ci sono aggiornamenti” o qualcosa di simile nel vostro pannello significa che in una (o più) delle repositories c’è una versione più nuova di qualche programma che avete installato. Anche qui, un paio di click e tutto si risolve.
Se non trovate con la funzione di ricerca un programma che cercate provate con Google o con la funzione di ricerca sul sito di Ubuntu (c’è anche un plugin per Firefox: Ubuntu Package Search – cercatelo tra la lista, è tra i primi).

Gestione dei processi
Dal momento che questa guida è pensata per essere semplice e pronta-all’uso non mi dilungherò su come Linux gestisce i processi. Basti sapere che ogni processo ha una diversa classe di priorità e un particolare numero PID (Process ID) che lo identifica tra tutti. I processi vengono gestiti in maniera più organizzata e ordinata da Linux piuttosto che da altri sistemi operativi proprietari (e c’era bisogno di dirlo?) perciò, a meno che non installiate versioni instabili, compiliate codice proveniente da “fonti strane” o facciate casino di vostra iniziativa tutto girerà a meraviglia. Ad ogni modo, visto che si potrebbe presentare l’eventualità ecco come risolvere il problema: lanciate il Monitor di sistema di GNOME tramite

gnome-system-monitor

e spostatevi sulla scheda processi: tramite il tasto destro potrete gestire tutti i processi attivi sul sistema. Non giocateci troppo. :) Se invece volete (o dovete per forza di cose) agire via shell/terminale basterà dare un

top

per ottenere grossomodo lo stesso risultato (dalla lista si esce premendo “q”). Questa lista si aggiorna automaticamente ogni secondo, e riporta tutti i processi attivi con i loro pid. Per uccidere un processo basta dare un

killall nomeprocesso

oppure

kill numeroPID

.
Ultima, e non rara se giocate troppo con il server grafico Xorg, eventualità: sembra tutto bloccato tranne il mouse. Avrete bisogno di una shell per sistemare la situazione. Linux vi mette a disposizione 6 shell pronte all’uso, Spostatevi tenendo premuto CTRL-ALT-F1, CTRL-ALT-F2, CTRL-ALT-F3 ecc fino a CTRL-ALT-F6. La vostra sessione grafica è, solitamente, sulla shell 7. Se invece volete semplicemente riavviare il server grafico basta un CTRL-ALT-BACKSPACE e la grafica, insieme a tutti i programmi, riparte da 0 (occhio che se avete qualche file aperto in questo modo lo perderete quasi sicuramente!).
Tenete presente che qualsiasi processo lanciato da terminale (sia esso grafico o testuale) si interrompe posizionandosi sul terminale e premendo CTRL-C.

Le stampanti e gli scanner
Le stampanti vengono ampiamente gestite dalle ultime versioni Linux, anche se la questione è sempre stata piuttosto controversa (fate un giro su google). Tuttavia tramite la voce “stampanti” nel menu amministrazione potrete aggiungere, modificare e gestire le vostre stampanti. Purtroppo – o per fortuna – le opzioni disponibili non sono sempre tante o comunque il sistema di configurazione non è del tutto intuitivo. A questo ci ha pensato CUPS, il demone che gestisce il servizio di stampa sulla vostra linux-box! Installate pure la stampante da GNOME, da KDE, da XFCE o come siete abituati, poi aprite un browser e digitate

Da qui potrete gestire i vostri lavori, lo spooler e tutto il resto.
Per quanto riguarda gli scanner invece la storia è più semplice. Non c’è nemmeno la necessità di installarli (almeno, per la maggior parte). Installate da Synaptic (se già non è presente) XSane e lanciatelo con lo scanner acceso e collegato al computer. Il programma penserà a interfacciarsi con lui. Niente di più semplice.

Nella prossima parte della guida verranno elencati i comandi più comodi per utilizzare e gestire linux tramite shell. Scoprirete un modo nuovo, con poca grafica e tanta sostanza. E, se mai ve ne interesserete anche solo un minimo, non potrete più farne a meno! ;)

[Video] Manouvre (YouTube) Video Awards

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In questi giorni si parla tanto degli YouTube Video Awards, cioè i premi sui video di YouTube.

youtubeawards
Il logo dell’iniziativa


Questi riconoscimenti vengono dati in base ai voti degli utenti che si sono svolti (pochi) giorni prima la classifica finale. Decisamente una bella trovata commerciale (come se YouTube avesse bisogno di pubblicità, specie ora che è stato acquistato – piuttosto di recente – da Google) che ha coinvolto un po’ tutti e che ha portato i video dei suddetti premi anche oltre le decine di milioni di visite.
Ed ecco che, sulla falsa riga di questa iniziativa, nascono i:
Manoeuvre Video Awards

youtubeawards
Il logo (è una cosa seria)


Chiaramente ci saranno anche qui le categorie, anche se diverse da quelle della versione “ufficiale”.
Ma ecco l’elenco:

  • La ripresa più divertente: Old Lady VS Jerk in Mercedes

  • La pubblicità più spettacolare: Coca Cola AD

  • Lo sketch più divertente: Giovanni Cacioppo, il motorino

  • Il più malinconico: Yann Tiersen, con personaggi cartoni

  • L’invenzione più inutile documentata: il programma pizzaparty per Unix

  • La performance più originale: My whole family thinks I’m gay (testo nella descrizione)

  • La pubblicità più originale: Rexona Stunt City

  • Lo spot più denigratorio (e più vero) mai lanciato: Pubblicità Firefox

  • La più bella presa in giro: Jessica Alba (davvero?)

  • Il filmato di sorveglianza più esilarante: Curva ghiacciata

Quando (se mai) avrò più lettori magari istituiremo davvero un Manoeuvre Video Awards. :)
Intanto se qualcuno legge e vuole segnalare altri video è chiaramente il benvenuto! ;)

[Film] Scrivimi una canzone

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Oh, finalmente un degno successore di Notting Hill (anche se come Notting Hill non ce n’è).
Per la serie “film sdolcinati”, dopo “L’amore non va in vacanza” ecco “Scrivimi una canzone” (titolo originale Music and lyrics).

Scrivimi una canzone
La locandina

Devo ammettere che non sono un grande fan dei film sdolcinati, ma questo è davvero un mix tra una commedia, un film comico e un film romantico. Insomma, niente di cui annoiarsi. Non è uno di quei film con il “pezzo noioso” e il “pezzo bello”, ma una storia ben diluita dall’inizio alla fine, con – chiaramente – un lieto fine più che prevedibile e una colonna sonora orecchiabile e piacevole. Ecco il trailer (in inglese):


La storia in breve (senza il finale)
Alex Fletcher è una meteora che ha figurato come cantante in un gruppo degli anni 80, i “POP!”. Ora che ha perso la fama e fa solo spettacoli di 2^ categoria gli viene proposta un’opportunità imperdibile: scrivere una canzone per la più grande star del momento, Cora. Ma se Alex se la cava bene con la musica, le parole sono davvero un disastro. Fortunatamente la sua curatrice delle piante, Sophie, per quanto un po’ eccentrica, pare abbia uno spiccato talento a scrivere rime…

I personaggi
Ogni personaggio è ben piazzato nel suo ruolo, simpatiche tutte le interpretazioni, anche quelle degli attori secondari (vd. il paroliere “maniaco”). Ottima scelta anche per Hugh Grant, davvero ben inserito nel personaggio con quella sottile comicità e la battuta pronta in ogni occasione. L’unico aspetto davvero fastidioso (anche se capisco che sia voluto) è la voce della cantante Cora, che in italiano è davvero *insopportabile*. Da alzarsi e correre fuori dal cinema urlando. -.-
Nel complesso
Un film che rivedrei senza troppi ripensamenti, piacevole e per nulla impegnato, sulla falsa riga di Notting Hill ma con una trama decisamente più “rapida” e chiara. Pieno di particolari per coloro che guardano i film con l’occhio (e l’orecchio) fine e attento, non.solo tra gli oggetti ma anche in molte battute.
Un voto da 1 a 10?
8, così distribuito:
~ Trama: 8
~ Musica: 8
~ Significato (Morale): 6
~ Personaggi: 9
~ Ambientazioni: 7
~ Doppiaggio: 9
~ Dialoghi: 9
Per finire:
Una citazione dai dialoghi e un mio “riarrangiamento” della canzone post-film:

Sophie: “La melodia è come quando vedi una persona per la prima volta, è attrazione fisica, sesso.”
Alex: “Non sai quanto sono d’accordo”
Sophie: “Poi mano a mano che la conosci, la persona, quelle sono le parole, la loro storia, quello che sono veramente. È la combinazione delle due cose che crea la magia”

E quindi la canzone:


Era mezzanotte, tutto è perdonato -.-


Se invece volete sentire la vera canzone cantata durante il film, con immagini prese proprio da quest’ultimo (e il testo a fianco): cliccate qui per andare al video su YouTube.

[Musica] Ti scatterò una foto?! Cioè?!

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Riconoscete questa faccia?


Tiziano Ferro

Da un po’ di giorni a questa parte molte ragazze (adolescenti e non) stanno impazzendo per una canzone di Tiziano Ferro, complici il film di Federico Moccia (che proprio non sopporto, come scrittore) e (forse, ma non credo), il Festival di San Remo, del quale ho parlato di recente. Mi son detto “prima di etichettare una canzone come stupida o scontata, sentiamola!”. E da allora mi son convinto che questa canzone alterna momenti di “niente di che” con altri di *totale* “non-senso”. La musica è carina, orecchiabile e facile da imparare, devo ammettere che spinge a farsi cantare, ma il testo è davvero uno sfacelo. Strano, perchè di solito (e sottolineo di solito) Tiziano Ferro fa cose carine, anche se è stonato come una campana.
Ma ecco il testo, prima di passare all’analisi:

1:Ricorderò e comunque anche se non vorrai
2:Ti sposerò perché non te l’ ho detto mai
3:Come fa male cercare, trovarti poco dopo
4:E nell’ ansia che ti perdo ti scatterò una foto?
[musica]
5:Ti scatterò una foto?
6:Ricorderò e comunque e so che non vorrai
7:Ti chiamerò perché tanto non risponderai
8:Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
9:E capendo che ti ho perso
10:Ti scatto un’ altra foto

11:Perché piccola potresti andartene dalle mie mani
12:Ed i giorni da prima lontani saranno anni

13:E ti scorderai di me
14:Quando piove i profili e le case ricordano te
15:E sarà bellissimo
16:Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
17:Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
18:E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
19:E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
20:E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

21:E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante
22:Ma pure avendoti qui ti sentirei distante
23:Cosa può significare sentirsi piccolo
24:Quando sei il più grande sogno il più grande incubo

25:Siamo figli di mondi diversi una sola memoria
26:Che cancella e disegna distratta la stessa storia

27:E ti scorderai di me
28:Quando piove i profili e le case ricordano te
29:E sarà bellissimo
30:Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
31:Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
32:E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
33:E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
34:E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

35:Non basta più il ricordo
36:Ora voglio il tuo ritorno?
37:E sarà bellissimo
38:Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
39:Lo stesso sapore con te
40:Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
41:E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
42:E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
43:E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
44:E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire?

A parte il fatto che il tema della foto si ferma al primo paragrafo (però un ipotetico critico può dire “il resto della canzone è la foto”) e quindi vado avanti,

2:Ti sposerò perché non te l’ ho detto mai

È chiaro, no? Chi non sposa perchè non l’ha mai detto? Eh?! O.ò

3:Come fa male cercare , trovarti poco dopo

Eh si, fa proprio male. Io invece mi incazzo di più quando la mia ragazza la cerco e non la trovo in tempi brevi… Non che sia uno pressante (almeno, spero di no!) ma preferisco parlarci quando voglio, invece di aspettare! Comunque…

4:E nell’ ansia che ti perdo ti scatterò una foto?

Frase profonda, indubbio. Solo una cosa: i congiuntivi? Mai pensato di utilizzarli?? Biscardi docet…

6:Ricorderò e comunque e so che non vorrai

Si, anche qui l’italiano…

7:Ti chiamerò perché tanto non risponderai

Allora sei pirla! Che chiami a fare se sai che non ti risponde?

8:Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco

Beh qui ride, il resto della canzone sembra che debba tagliarsi le vene…

9:E capendo che ti ho perso

Ah, ma allora è per un uomo la canzone? Oppure volevi dire “Capendo che ti ho persa”?! Mah. un mistero…

12:Ed i giorni da prima lontani saranno anni

Non c’azzecca molto con i tempi, eh?! (però rende l’idea, dai… Questa te la passo! :P)
Va beh diciamo che il resto della canzone lo lascio stare, perchè un po’ migliora, e un po’ continua a ripetere le stesse cose. Certo che se questo simpaticone di Tiziano Ferro continuerà a cantare canzoni malinconiche (Perdono, Sere Nere, Ed ero contentissimo, Primavera non è più, ecc..) a ragazze perse finchè si abbandona a complimenti tipo “Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te”… -.- Non te lo sai spiegare? Ecco te l’ho appena spiegato io!
Finirà per essere il corrispettivo maschile della Pausini…

[Bufale] Truffa Vodafone: cazzata

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Oggi mi sono arrivate 4 e-mail contenenti questo testo:

Ecco come Vodafone “recupera” i costi di ricarica, dopo che il decreto
Bersani del Governo li ha eliminati.

Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove “funzionalità” ricezione
SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica
(al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro
che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).
Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a sentirete una voce simile a quella
precedente che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa
funzione è necessario:

- essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it

- effettuare l’accesso al proprio account (inserendo le proprie
credenziali e cliccando su “entra”)

- Cliccare su “190 fai da te”, poi sul menu di sinistra la voce “Servizi
e Promozioni”

- Cercate nell’elenco dei servizi le voci “Ricezione SMS vocale” e “Notifica
Ricezione Vocale” (solitamente è nella seconda pagina, per
raggiungerla cliccate sulla freccia “>” o sul numero “2″ in fondo alla
pagina)

- Cliccate sul pulsante “Disattiva” nel rettangolo di ciascun servizio
da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce
minuscola in basso con scritto “Clicca qui per confermare l’operazione”

- Eseguite lo stesso procedimento per entrambi i servizi

Tranquilli, la procedura è molto veloce ed immediata. Da questo momento chi
vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo
servizio che nessuno ha richiesto!
Allo stesso modo non pagherete la notifica che qualcuno vi ha lasciato
il messaggio vocale in segreteria (rubbberia moltiplicata x 2…).
Se lo facciamo tutti riusciremo a non incappare in questo ennesimo tranello
rivolto ai consumatori.

Inutile dire che SONO TUTTE CAZZATE. Ho controllato subito sul sito della Vodafone e c’è scritto che il servizio lo paga solo chi telefona e non chi riceve la notifica (come c’è anche scritto nella e-mail).
Sul sito c’è anche scritto questo:

La registrazione di un SMS Vocale ti sarà poi automaticamente proposta nel caso in cui il cliente che cerchi, con il servizio SMS Vocale attivo, non sia raggiungibile e non abbia il Servizio di Segreteria Telefonica attivo.
In questo caso ascolterai un messaggio gratuito di avviso della durata di 15 secondi. A questo punto potrai riagganciare senza lasciare alcun messaggio (e non ti verrà addebitato alcun costo) oppure potrai decidere di registrare il tuo SMS Vocale dopo il segnale acustico.

Quindi hai 15 secondi per renderti conto che il telefono è spento prima di iniziare a pagare. Comunque l’ho disattivato e vattelapesca! ;) eheh
E, per la cronaca, la notifica di ricezione non si paga.
Comunque EVITATE di girare ancora questa e-mail, e controllate quello che inviate invece di copia-incollare tutto passivamente. :)

[Internet] Il “nuovo” web 2.0 – e quindi?!

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Bene, in questo periodo si parla tanto di Web 2.0. Ma che cos’è? In parole spiccie si tratta di delineare degli standard per la scrittura del codice delle pagine web in modo tale che le informazioni contenute nelle pagine siano accessibili anche mediante altre fonti (che possono essere non solo altre periferiche, vd. i cellulari, ma anche altri programmi o altre porzioni di codice). Che vantaggi si otterrebbero? Prima di tutto le informazioni possono essere condivise in più modi e quindi, potenzialmente, con più persone. Inoltre si possono sviluppare molte altre utility (per esempio sintetizzatori vocali per diversamente abili o simili) e recuperare le informazioni per ri-manipolarle. Un esempio molto calzante, in inglese, è questo video:


Bene, sta “nascendo” il web 2.0. Ma non sarebbe stato meglio *prima* risolvere i problemi che ci sono già? Dobbiamo per forza trascinarceli dietro? Va bene, dal punto di vista del codice tutto (si spera) sarà più chiaro sia agli umani che alle macchine (si scriverà molto in XML, immagino), ma problemi di tipo etico/morale piuttosto che la sicurezza informatica? Per fare un esempio: quanta gente sa realmente che cosa sono i cookies? Gli antivirus li dipingono come file brutti e cattivi, espressione maligna del web. In realtà sono solo semplici files di testo che permettono di ricordare impostazioni/dati in modo da rendere la navigazione pià piacevole. Questo stesso sito è progettato per impostare un po’ di cookies (quando scrivete un commento viene registrato il nome e l’email in modo da non doverla reinserire ogni volta). Che poi molti siti li utilizzino a fini sinistri (condividere o rubare le informazioni) e che alcuni browser lo permettano (explorer, in primis, ma anche firefox nelle prime release della versione 2 aveva qualche pecca) è un altro discorso.
E per quanto riguarda la questione etica: chiunque può scrivere qualsiasi cosa sul web, esattamente come sto facendo io ora. Se ora insultassi qualcuno chiunque potrebbe venire a leggere i miei scleri, senza la possibilità che questi vengano filtrati o, troppo spesso, senza una seconda versione della storia. E passare attraverso la giustizia (almeno in Italia) sappiamo tutti quanto sia lungo e sofferto come cammino. Io stesso non saprei come risolvere questo problema, o meglio, ci sarebbero tante idee ma tutte o difficili da attuare o, a lungo andare, degenerative. La libertà è sempre stato un diritto, ma molti dimenticano che la loro libertà finisce dove incomincia quella altrui, anche su internet. E speriamo di non finire come in Russia, dove viene oscurata anche Wikipedia. -.-
Per chi volesse comunque approfondire o rimanere aggiornato sul fenomeno web 2.0, anche se non si è programmatori, segnalo un blog (italiano) a più mani appena nato, che promette bene:

web2.0
One Web 2.0 by HTML.it

[Aziende allo sfascio] Trenitalia, svegliati!

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Che le Ferrovie dello Stato siano sempre in ritardo è risaputo. Stamattina, aprendo Firefox sul “viaggiatreno” (no dei pochi servizi davvero utili, quando funzionano) mi ritrovo queste news:

15/03/2007 08:35
Il treno 1920 da Palermo C.le (17:00) a Milano C.le (11:25) viaggia con un ritardo di minuti 40 per problemi di ordine pubblico.
_____________________________________________

15/03/2007 08:33
Il treno 926 da Lecce (21:57) a Milano C.le (09.25) viaggia con un ritardo di minuti 35 per guasto al treno precedente.
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15/03/2007 08:23
Il treno 906 da Lecce (21:24) a Torino P.N. (10:10) viaggia con un ritardo di minuti 107 per guasto al treno.
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15/03/2007 08:20
Il treno 784 da Taranto (21:23) a Milano C.le (08:20) viaggia con un ritardo di minuti 75 per guasto al treno.
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15/03/2007 08:17
Il treno 823 da Milano C.le (14:30) a Agrigento C.le (11:30) viaggia con un ritardo di minuti 37 per guasto al treno precedente.
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15/03/2007 08:15
Il treno 768 da Reggio Calabria C.le (18:20) a Torino P.N. (10:45) viaggia con un ritardo di minuti 42 per guasto al treno.
_____________________________________________

15/03/2007 08:12
Il treno 227 da Domodossola (02:30) a Roma t.ni (09:50) viaggia con un ritardo di minuti 45 per accertamenti richiesti dalla Polizia di Frontiera.

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15/03/2007 08:09
Il treno 238 da Ronchi N. (06:59) a Venezia S.L. (08:45) viaggia con un ritardo di minuti 60 per perturbazione della circolazione sulla rete estera.

Io invito chiunque a contare quanti treni in questa mezz’ora (abbondiamo) sono arrivati in ritardo per guasti loro o a treni che li precedono. Cambiamoli questi treni, non si può viaggiare così!!

[Milano] Milano con le mani legate (o forse no?)

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Le informazioni di questo post non sono di carattere politico. Ogni implicazione o citazione ad avvenimenti riguardanti personaggi politici sono del tutto coerenti alla realtà e comunque oggettivi.

Il fatto
Venerdì sono stato al monumentale a trovare un mio parente. Chiunque abbia mai fatto anche solo un giro in questo posto, che non è solo un cimitero ma anche un monumento nazionale, sarà sicuramente stato *assalito* dalle pressanti richieste di monete dalla sempre crescente comunità di zingari che ogni giorno stazionano lì.

monumentaleL’ingresso del monumentale

Ieri avevo appena lavato la macchina, era ancora bagnata sul cofano, quando chiudendo la portiera noto dietro di me uno zingaro che si avvicina e mi chiede una monetina

- “Capo mi dai una monetina?”
- “Non ce l’ho, mi spiace” (n.d.A. E se anche l’avessi avuta, con tutte le volte che capito là, diventerei povero a darne una ogni volta, a quella gente poi)
- “Dai me la dai quando esci fuori”
- “Guarda che se non ce l’ho ora non l’avrò nemmeno quando uscirò dal cimitero”


All’uscita del cimitero noto l’uomo di prima parlare con un’altra zingara appoggiati ad una macchina vicina alla mia. L’uomo mi si avvicina:

- “Avevi detto che mi avresti dato una monetina all’uscita”
- “No, io ti avevo detto che la monetina non l’avevo prima e non ce l’ho nemmeno ora”
- “Dai dammi una monetina…”

Nel frattempo si avvicina la zingara e appoggia la sua sudicia spugna sul vetro appena lavato. Io le lancio un’occhiata e l’uomo capisce: le toglie il braccio ma lei insiste. A quel punto lo guardo e gli faccio “Bene le monetine le userò per lavare di nuovo il vetro della macchina” e salgo in macchina. A questo punto la zingara si avventa sul vetro e inizia a cospargerlo di sapone, per dispetto, mentre l’uomo continuava a ridere. Io, che avevo mia nonna in macchina, scendo e con tono incazzato le faccio “piantala subito” (a questo punto della vicenda erano arrivati un poliziotto e due persone che assistevano alla scena), ma questa continua e io “ho detto che la devi piantare” (e intanto mi avvicinavo). A questo punto mia nonna, visibilmente spaventata, mi chiede di rientrare in macchina, e l’unica cosa che ho potuto fare è stata ingranare la retromarcia, portare il motore su di giri, sterzare tutto a destra e mollare la frizione, nella speranza – passando sopra i piedi dei due – di fargli quanto più male possibile.

L’epilogo
Tutto questo per dire cosa? Che anche in un posto altamente frequentato e comunque monumento nazionale c’è gente come gli zingari che fa assolutamente indisturbata tutto quello che vuole. Per quanto mi risulta le uniche persone che sono state portate via dai vigili o sono state rilasciate perchè senza documenti o sono state rilasciate perchè i fatti compiuti non costituivano reato (se invece fossero stati trattenuti la loro permanenza credo che sarebbe durata giusto poche ore, a voler esagerare). Ora, io mi chiedo: possibile che in un paese come l’Italia che “vanta” una posizione di spicco nella classifica dei paesi con più leggi non ci sia qualcosa che risolva (o argini) questo problema? Che non esista un modo nemmeno per cacciarli (si, è la parola corretta) da posti dove uno va per pregare in tranquillità e torna arrabbiato e impotente? Sicuramente se l’avessi preso a pugni sarei finito io nelle grane. È giusto questo? È giusto disporre di armi ma non poterle utilizzare? È giusto che questa gente viscida e fastidiosa continui a infastidire senza ritegno e nessuno possa fare nulla?

La Moratti
Tutti sappiamo che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha chiesto al governo “più sicurezza per Milano”, raggiungibile mediante l’accorpamento di almeno 500 unità (a suo dire) di cui disporre in certe zone del capoluogo lombardo. Per quanto mi risulta, ad oggi, la sicurezza è del tutto frammentaria o comunque non garantita in certi luoghi fondamentali (facciamo un giro in Duca d’Aosta – di fronte alla stazione – alla sera tarda, per citarne una?). Che ci venga mostrato un piano organizzativo: come verranno disposte queste nuove unità? In che zone? Con che mansioni? Mi rendo conto che l’episiodio dello zingaro sia piccolo rispetto a molti altri, ma è uno dei tanti che contribuisce a creare un clima teso e (alle volte) insicuro a Milano – mi riferisco ai lavavetri che si trovano *almeno* ogni 3 semafori.

L’idea
Nel mio piccolo ho pensato ad un modo per arginare il problema e – perchè no? – risolverlo almeno in quel luogo che è il cimitero monumentale.
Il primo passo sarà una lettera al comune, seguita – se non bastasse – da una raccolta di firme (impossibile farla in loco, la organizzeremo su internet) per lo sgombero. E magari la raccolta di altre idee, forse più mirate e sicure della mia.

[Curiosità] Illusioni ottiche

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Se c’è una cosa che mi ha sempre appassionato sono le illusioni ottiche. In parecchio tempo ne ho collezionate di tutti i tipi, e qui ne propongo alcune.
Eccone alcune tra le più famose:

illusione
Muovete la testa avanti e indietro
fissando il punto nero al centro dell’immagine



Come non citare quelle “impossibili”?

illusioni
illusione
Il tempio di sfondo quante colonne ha?

Per completezza guardate anche questa che merita.
E ancora, i giochi di prospettiva e punti-di-vista:

illusione
Si sale o si scende su questo balcone?
acqua
L’acqua scende, ma da dove?


E, per concludere, alcune foto prese in giro per la rete di opere di pittori di strada. Astuti giochi prospettici… (e ottimi pittori!)
pittori di strada
Un click sull’immagine per vedere altri 3 scatti.

Per approfondimenti e spiegazioni scientifiche a queste illusioni ottiche, nonchè per altre immagini ed esempi: Wikipedia, illusione ottica.

1. Eh si, a quanto pare c’è una pagina dello Zoo di 105 anche su wikipedia!!

[Curiosità] Ufo, avvistamenti?

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Navigando a muzzo su internet sono incappato in un sito che cataloga, indovinate un po’… gli avvistamenti di ufo!!

ufo

Beh, che dire? Per quanto credo che ci sia vita nell’universo oltre a noi, sono del tutto restio ad accettare l’idea che questa vita si manifesti sottoforma di ufo. Forse perchè avendo visto troppi film su questi strani oggetti volanti il nostro pensiero è ormai in qualche modo “deviato”. Ecco il sito, spero che possa divertire/incuriosire un po’: UFO Sighting Reports. Inutile dire che la categoria con più avvistamenti (almeno uno per ogni anno circa, a partire dal 1920) è quella degli USA.

[Opinioni] Le “nuove generazioni” stanno impazzendo?

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Le informazioni e le idee contenute in questo post sono frutto di una conversazione, e non contengono alcuna informazione di carattere medico/psicologico.

In questo periodo, tra violenza negli stadi, video violenti o diffamatori su YouTube, problemi comportamentali scolastici e in genere, i media usano dire che le “nuove generazioni” stanno impazzendo. A parte il fatto che come affermazione mi sembra un po’ campata per aria e approssimativa (CHI sono le “nuove generazioni”?) bisognerebbe approfondire questo tema se davvero si crede che sia un argomento non solo di attualità ma anche prioritario. E con “approfondire” intendo non certo l’andare in televisione da Giletti a fare un faccia a faccia accusandosi l’un l’altro (che oltre ad essere inutile non porta ad alcuna decisione e, anzi, è dannoso dal momento che gli ospiti vengono pagati con i soldi del canone), ma parlarne seriamente e attuare delle leggi un pochino più “pesanti”. Ma, cosa *molto più importante*, gli educatori di questa “nuova generazione”, siano essi genitori (per primi), parenti, maestri/professori o chiunque altro, dovrebbero inculcare ALMENO i principi di buona educazione e rispetto reciproco. Uscire con affermazioni tipo “Mio figlio è innocente, è colpa della polizia che cerca un caprio espiatorio” quando ci sono un video e una confessione fatta dallo stesso assassino mi sembra un esempio perfetto di ignoranza, deficienza e cattivo esempio (allusioni a fatti o persone sono *puramente* casuali).

E poi, ancora, bisognerebbe risolvere il problema alla radice: si possono creare tutte le leggi del mondo, ma se uno – più o meno inconsciamente – non le considera o sa di poterle “evitare” tutte le leggi diventano vane. Cosa intendo per “risolvere il problema alla radice”? L’errore che si commette spesso è di pensare subito a mandare il soggetto dallo psicologo: è vero, può essere utile, ma oltre ad essere una grossa spesa, questa dev’essere la soluzione ULTIMA (o quasi) al problema. A corredo del supporto educativo bisognerebbe che si rispolverasse il concetto di ideali, che oggi sembra essere sparito. Prendo ad esempio la generazione del 53-55: conosco persone che sono cresciute cercando di imitare cantanti (Battisti, Celentano, ecc.. – la musica “straniera” era ancora poco diffusa al tempo), personaggi politici o campioni dello sport. Non discuto che tali figure possano essere *anche* figure negative, ma se non altro potevano “ispirare” un modus-vivendi e – in un certo senso – affiancare la crescita e l’educazione di un ragazzo. Al giorno d’oggi – e questo è un dato di fatto – è difficile trovare qualcuno che combatta per qualcosa, che abbia un idolo (e uno solo), che si ispiri concretamente a qualche personaggio di spicco (la maggior parte della gente preferisce chiudersi in casa davanti ad un videogioco e dimenticarsi di cosa accade fuori). E ammetto di farne parte io in prima persona. Un esempio stupido? Le stanze tappezzate di poster o fotografie, negli anni 60/70 erano, in proporzione, molte di più di quelle che si possono vedere oggi.

Eagles
Il “simbolo” degli Eagles
Ok, è vero, ho appeso in camera una specie di collage degli Eagles, ma è dettato da un entusiasmo post-concerto durato giusto un mese. Le *mie* 2 canzoni preferite (eh, lo so, è un controsenso, ma proprio non so scegliere) sono da anni

  1. Eagles – Hotel California
  2. Mark Knopfler (Dire Straits) – Romeo and Juliet (scusate, non ho trovato un video migliore)

tuttavia conosco gente che cambia canzone “preferita” anche una volta alla settimana. Continuamente bombardati da pubblicità, musica, immagini, messaggi in genere, non si sa più scegliere, non c’è più una linea guida. È vero, ci sono più scelte, ma dove si trova il tempo per decidere qualche scegliere? Ogni secondo c’è qualcosa di nuovo, che distrae, che fa cambiare idea. Spero solo che non finiremo come burattini (e, credetimi, in molti ambiti ci siamo già molto vicini, se già non abbiamo sorpassato questo “traguardo”).

[Ricorrenze] 8 marzo, festa della donna

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Beh, che dire?! Prima di tutto


AUGURI A TUTTE LE DONNE
Anche io che sono assolutamente *contro* le feste commerciali oggi ho regalato più di una mimosa. Non perchè mi sentissi obbligato, affatto, solo perchè mi sembrava un gesto sincero (e, spero, apprezzato) e comunque che ha un significato che va oltre la solita festa consumistica, anche se purtroppo ci assomiglia sempre di più.
A cosa mi riferisco? Beh, tra le ipotesi più accreditate pare che nel 1908, in una fabbrica di New York, 129 donne avessero iniziato una sorta di protesta per le condizioni disagiate in cui erano costrette a lavorare. Il proprietario della fabbrica trovò il metodo per sedare la rivolta: chiudere tutte le donne all’interno della fabbrica. Pare che lo stabilimento abbia preso fuoco (non si sa tuttora se si sia trattato di un incendio accidentale o doloso) e le lavoratrici persero tutte la vita.
E oggi si commemora questa giornata, anche se – per fortuna – ormai ha assunto un significato un po’ più sereno! :)
Per maggiori informazioni e altre note sulla storia:
Wikipedia, articolo sulla “festa della donna”

[Guida] Guida di base a Linux – Parte 1

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Come promesso (a qualche giorno di distanza) ecco la guida all’utilizzo *base* di Linux. Con base intendo le applicazioni proprie del sistema operativo (e magari qualcosina in più).
Note prima di partire
Per semplicità supporremo di aver effettuato un’installazione chiamando l’utente “ugo”.
Ci sono alcune semplici regole da tener presente per evitare il verificarsi di errori in Linux:

  • Linux è case sensitive: vuol dire che se abbiamo tre files/cartelle chiamati Ugo ugo UGO sono tre files diversi.
  • Le estensioni sono superflue: linux controlla quanto scritto nell’header del file per determinare di che tipo si tratti (vd. § terminale, comando file)
  • Ognuno è responsabile dei suoi files: c’è un sistema di permessi e di ownership che attribuisono *ad ogni file* diverse caratteristiche.

Bene, detto questo, proseguiamo.
Il desktop
A seconda che abbiate installato GNOME o KDE il desktop si presenterà in maniera diversa. Ad ogni modo le ultime versioni di Ubuntu (quelle, per intenderci, descritte nella guida “Ma si, installiamo Linux!“) sono diventate così intuitive da essere, alle volte, addirittura più semplici da utilizzare rispetto ad altri sistemi concorrenti. In GNOME si accede a (quasi) tutte le impostazioni tramite il menu “Preferenze” (o tramite il Centro di Controllo, a seconda), in KDE ci sono parecchi modi (comunque trovate tutto quanto vi possa servire nel menu principale).
Di norma, in Ubuntu e derivate, le altre partizioni e gli altri dischi vengono automaticamente montati e visualizzati sul desktop. Ogni volta che inserirete una chiavetta usb, ad, esempio, verrà visualizzata sul desktop (già che ci sono ricordo che per poter estrarre i supporti rimovibili senza perdita di dati basta un click con il destro sull’icona e scegliere “Eject/Espelli”).
Gli utenti (e i gruppi)
Linux ha – principalmente – due categorie di utenti: gli utenti semplici e gli amministratori. Il nostro utente, ugo, è un utente semplice. L’utente amministratore viene creato automaticamente durante l’installazione e si chiama root. La differenza? Gli utenti semplici possono scrivere e modificare i loro file (e i permessi dei loro files) ma non possono modificare le impostazioni del sistema (se non lo sfondo, il tema del desktop, ecc… che sono comunque impostazioni *interne* alla propria area di lavoro). L’utente root può fare qualsiasi cosa, eseguire qualsiasi comando, modificare le impostazioni di sistema e accedere ai files degli utenti semplici. Per tirarla ad un caso-limite l’utente root può, volendo, distruggere il sistema. Qualsiasi comando dato dall’amministratore dev’essere dato coscientemente. Evitate quindi di eseguire come amministratori programmi di cui ignorate la provenienza o per i quali non siano effettivamente necessari permessi così alti.
I gruppi di lavoro, invece, sono delle “aggregazioni” di utenti o periferiche. Se si fa parte di un gruppo si possono leggere/modificare i files messi a disposizione dagli altri utenti appartenenti al gruppo, così come utilizzare le periferiche elencate nel gruppo. (vd. § permessi).

I permessi
Ogni file in linux ha dei permessi che limitano la lettura, la scrittura e l’esecuzione del file in questione. Tali permessi sono organizzati in modo che vengano distinte tre diverse categorie di utenti: il proprietario, i gruppi al quale il proprietario appartiene e il “resto del mondo” (cioè tutti gli altri utenti che non appartengono alle altre due categorie). Esistono poi attributi “nascosti” che permettono, ad esempio, a sè stessi di cancellare i propri files, ma non scendiamo nello specifico.
Ci sono due modi per rappresentare i permessi: tramite numeri o tramite stringa.

~ Stringhe
La stringa è composa da un carattere inziale che definisce il tipo di file (se è un file [-], una cartella [d] o un collegamento [l]), seguita da 3 gruppi di 3 caratteri: la [w] indica i permessi di scrittura, la [x] indica i permessi di esecuzione e la [r] indica i permessi di lettura. I tre gruppi sono, rispettivamente, il proprietario, il gruppo, e il “resto del mondo”.
Esempi: la stringa “drwxrwxr–” indica una cartella che è eseguibile, scrivibile e leggibile dal proprietario e dal suo gruppo, ma non dal “resto del mondo” (che può solo leggerne il contenuto); la stringa “-r-x——” indica un file che può essere letto ed eseguito dal proprietario, e basta; la stringa “lrwx—r-x” indica un collegamento a cui il proprietario può accedere in lettura/scrittura/esecuzione, su cui il gruppo non ha alcun privilegio ma che può essere letto ed eseguito dal “resto del mondo”.

permessi
Un esempio di permessi in un terminale

Nell’immagine vedete che chiunque può leggere il file dany.ods, ma solo il proprietario può scriverlo, che la *cartella* Desktop può essere letta ed eseguita da chiunque ma solo il proprietario può modificarla, ecc…

~ Numeri
I numeri funzionano grossomodo allo stesso modo: c’è una tripletta le cui cifre indicano, in ordine, i permessi del proprietario, del gruppo e del resto del mondo. Come distinguerli? Addizionandoli. Mi spiego: 4 sta per lettura, 2 per scrittura e 1 per esecuzione: questo in modo che la somma non sia ambigua nella definizione dei permessi. Se voglio definire i privilegi di lettura e scrittura ma non di esecuzione dovrò scrivere un 6, se voglio lettura ed esecuzione scriverò 5, e via dicendo.
Esempi: Se voglio scrivere in numeri la stringa “-rwxrwxrwx” sarà 777, la stringa “-rwx——” sarà 700, la stringa “-rwxr-xr-x” sarà 755, ecc…

La disposizione dei files
Come già detto nella guida all’installazione i documenti personali sono posizionati nella directory /home/ugo/. Tale directory può essere cambiata e modificata a seconda delle esigenze (da pannello di controllo o da terminale). Per controllare a che directory è impostata la home basta scrivere nel terminale:
echo $HOME

(chiaramente le directory di eventuali altri utenti – tranne root – sono contenuti in /home).
Come avrete forse inteso il disco fisso non ha come “radice” C: ma /. La directory / contiene tutti i files del disco (compresi eventuali dischi montati non connessi direttamente con il sistema) e si chiama, appunto, root.
Un’altra cartella “root” (*diversa* da /) è, appunto, /root e altro non è che la home dell’amministratore.
Una cartella con la quale avrete spesso a che fare, specie se siete degli “smanettoni” o avrete necessità di installare programmi che richiedono particolari configurazioni, è /etc e contiene, appunto, tutti i files di configurazione del sistema e dei programmi installati.
Infine, la cartella /dev contiene una miriade di files, ognuno dei quali descrive un dispositivo hardware installato sul computer o una funzionalità particolare. Tramite questi file e determinati comandi si può accedere alla relativa periferica hardware.

~ Cartelle “minori” (ovvero che esistono ma sulle quali raramente andrete ad operare direttamente)
/boot: Contiene tutte le immagini del kernel (cuore del sistema) e file indispensabili al bootstrap (all’avvio) del sistema
/usr Contiene binari (“eseguibili” dei programmi), documentazione, librerie e sorgenti della maggior parte dei programmi (e i sorgenti del kernel)
/var Contiene tutti i file che hanno informazione dinamiche, che tendono a modificarsi con il tempo: log, file di pid e lock dei processi in esecuzione, directory di spool (stampa, mail?) ecc..
/proc File System virtuale, generato in tempo reale dal kernel. Contiene, come se fossero gile e directory, dati dinamici sul sistema e sui processi
/sbin Contiene comandi e programmi riservati a root (altri comandi sono in /usr/sbin/ )
/bin Contiene comani e programmi base per tutti gli utenti (altri comandi sono in /usr/bin/ )
/tmp Non solo l?utente ma anche il sistema operativo potrà scriverci. Non lasciarla saturare o il sistema operativo non si avvierà.

Gli utenti, di norma, possono scrivere nella propria home e nella cartella tmp, le altre informazioni potranno essere r.

I programmi
I programmi .exe non girano su Linux (a meno di non emularli, vd. sotto). I files di installazione più comuni per linux sono quelli con estensioni .deb, .rpm .tar .tar.gz. In cosa si differenziano? I .deb sono gli auto-installanti delle distribuzioni Debian-like (tipo Ubuntu), gli .rpm sono invece quelli per le distribuzioni tipo Mandriva o Fedora, gli altri sono – di fatto – archivi (vd. § terminale – archivi) che contengono il programma compilato (che necessita, quindi, solo estrazione) o i sorgenti del programma ancora da compilare (ed installare). Installare i files è semplicissimo: doppio click. Si apre una finestra che chiede conferma (nonchè la password di amministratore) e quindi parte l’installazione.
~ Il gestore dei pacchetti
Bene, ma supponiamo che io debba installare diecimila programmi.. quanto tempo perdo? E dove vado a cercare tutti i pacchetti (ammesso che esistano)?
Questa è una buona domanda. E la risposta è Synaptic. Synaptic è il gestore di pacchetti di Ubuntu (e Debian in generale) che permette, tramite una casella di ricerca, di scaricare gigabyte di software con un click, e quindi di trovarseli già installati tutti senza la necessità di seguire passo passo il processo. Tali pacchetti vengono recuperati dalle cosiddette repositories, enormi archivi di software pronto da essere scaricato e installato. Se volete una lista delle repositories (nonchè del procedimento per aggiungere al vostro synaptic) guardate il blog di Treviño. C’è anche un pacchetto .deb pronto da essere installato senza bisogno di aprire il terminale!
A proposito di programmi “emulati”. Qualcuno storcerà il naso quando parlerò di wine come emulatore (tant’è che è stato creato l’acronimo “Wine Is Not an Emulator”) ma di fatto crea le condizioni perchè alcuni programmi windows (installazioni comprese) possano funzionare su Linux.
Non cercate di fare girare Office con wine perchè sarebbe tempo perso, per quello guardate CrossOverOffice.

Qui termina la prima parte della guida. Quella relativa al terminale (più lunga, ma non più complessa) seguirà a breve.