Archivio di Giugno 2007

[Musica, Divertimento] Per tutti i musicisti (e non) :)

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Per tutti i musicisti (e non solo)! Ecco un modo rivoluzionario di far musica, ancora non presente tra le discipline nei conservatori…

tromba

(Mi scuso in anticipo per la qualità del video – che è anche un po’ asincrono rispetto al suono – ma non ho trovato nulla di meglio):


[Iniziative] Condividere un po’ di felicità… in modo insolito!

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Qual è il gesto più “primitivo” di affetto?


abbraccio

Da Wikipedia:
A hug is form of physical intimacy that generally involves closing or holding the arms around another person. The hug is probably the most common human sign of love and affection. A hug is also exchanged as a sign of support and comfort. A hug is the exchange of warmth, usually arising out of joy or happiness at meeting someone. It is practiced in almost all nations, countries, religions and sects.

T.d.M.
Un abbraccio è una forma di intimità che generalmente presuppone l’avvolgere o l’appoggiare le braccia attorno ad un’altra persona. L’abbraccio è probabilmente il più comune segno di amore e affetto usato dagli umani. Un abbraccio si scambia anche come segno di supporto e conforto. È lo scambio di calore (n.d.T. passione, intesa in senso affettuoso), tipicamente proveniente dalla gioia e dalla felicità di incontrare qualcuno. È praticato in praticamente tutte le nazioni, da tutti i pesi, le religioni e le sette.

Perchè questo post? Ti senti improvvisamente affettuoso?


abbracci
O forse ti è venuta fame?!?

Niente di tutto questo! Girando su YouTube sono capitato su un video che illustrava una singolare iniziativa lanciata da un certo Juan Mann: il girare per la città con un cartello “Free Hugs” (Abbracci liberi/gratuiti) e abbracciare coloro che lo richiedono.


hugs1

Una stronzata? Forse, ma intanto tutta la gente abbracciata nel video ha reagito bene. :) E se n’è andata via felice. In ogni caso è sicuramente più efficace come messaggio piuttosto che il vescovo chiuso nelle bellezze del vaticano che dice “bisogna volerci bene e amare il prossimo”…
Si certo, vi potrebbe capitare di dover abbracciare gente che non abbraccereste mai di proposito (un esempio sembra quasi la foto appena qui sopra), ma potrebbero capitarvi anche persone interessanti:

hugs2

Il tipo in quest’altra foto sembra voler lanciare via il cartello, prendere la ragazza e continuare l’abbraccio¹…
E ci sono vere e proprie associazioni in Italia che organizzano questi “Free Hugs Days”: eccone una. :) Un esempio concreto di quello che sto dicendo? Ecco un video girato a Milano, nei giorni appena prima di Natale:

E anche i commenti su YouTube confermano la voglia di affetto e la ben accettata iniziativa degli abbracci gratuiti… :)

1. Scusate, il corsivo è d’obbligo… ¬¬

[Divertimento] Il peso del mouse… :)

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“Quanto pesa il vostro mouse?”
Intendo proprio il puntatore, non la periferica in sè. Ve lo siete mai chiesto?


mouse


In effetti il puntatore è solo una freccina sullo schermo, senza profondità… Come può avere un peso?
Eppure…

Ecco che i giapponesi, sempre all’avanguardia, hanno trovato il modo di pesare il mouse… A giudicare dal sito pare che sia piuttosto pesante, e quando si clicca da qualche parte è anche peggio…
Provare per credere!

[Politica] Hillary Clinton su YouTube!

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clinton
Hillary Clinton


- Cosa ci fa Hillary Clinton qui?!
-È tutta una scusa per parlare di YouTube!
-Di YouTube? Ma che stai dicendo?
-Dai Hillary Clinton¹ = YouTube, no?

No, non sono impazzito, è il nuovo modo dei politici americani di parlare agli elettori.

youchoose
YouChoose

Tramite questo sistema chiunque può inviare il suo video su YouTube (più è accattivante più possibilità ci saranno che venga visionato) e porre la sua domanda a politici e governatori. Per poi sperare di vedere la risposta sulla CNN:
debate

Chissà che anche i politici italiani provino almeno ad instaurare un dialogo² che – ad oggi – è pressochè inesistente con gli elettori… Credo che apprezzerei anche solo lo sforzo. :)

1. Se cercate il profilo di Hillary Clinton lo trovate qui: non so perchè ma nella pagina linkata all’immagine sopra la pagina della senatrice è catalogata sotto “musicisti”… :)
2. Ricordo che per dialogo si intende una conversazione in cui entrambe le persone si confrontano, non un monologo

[Musica] Musica, Ma…icrosoft!

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Brian Eno
Chi è questo signore?

Alcuni lo considerano un pazzo, altri un approffittatore, altri ancora un genio. Per me è un furbacchione. :)
Si chiama Brian Eno. Di fatto è un musicista, compositore principalmente di musica ambient, che deve gran parte del suo successo alla composizione di un jingle noto pressochè a tutti: quello di Windows.

schermata

Il pezzo in questione (in realtà quello di Windows 95) dura 3,25 secondi netti, ed è stato scelto tra 84 diversi pezzi composti sempre da Eno. C’è da dire inoltre che questo musicista non è l’ultimo arrivato: ha lavorato con David Bowie, con i Talking Heads, perfino con gli U2! Perchè lo definisco un furbacchione? Ci sono diverse versioni circa il compenso che quest’unica persona ha incassato per i suoi celeberrimi 3 secondi di “canzone”, e tutti piuttosto alti, ovviamente.
A questo punto vien da chiedersi: “E per l’ultimissimo Windows Vista?
Ricordate i King Crimson? Bene. Uno dei fondatori, il chitarrista Robert Fripp, ha collaborato insieme ad altre 9 persone più o meno famose per 18 mesi alla costruzione di un pacchetto sonoro per il nuovo sistema Microsoft. Che dire? Apprezzo la musica e devo dire che il suono di Windows – in effetti – non mi ha mai stufato tanto da richiedere una sostituzione. Però mi schifo sempre di più per come la gente “butti” via i soldi quando ci sono persone che ne hanno bisogno, e poi cerchi di lucrare anche su queste stesse persone proponendo, di fatto, software scadenti con limitazioni *ASSURDE* e progettate apposta per far perdere ulteriore valore al software (parlo di Windows XP Starter Edition, versione di XP per paesi poveri con limitazioni definite da alcuni “mutilazioni” – cfr. Wikipedia).

olpc

Meglio il nuovo OLPC, computer e sistema operativo a 100 dollari tondi tondi. Ovviamente basato su Linux!

[Vecchio Blog] Manoeuvre era W3C valido?

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Quando è stato scritto questo blog (ricordo che è nato sotto linux (qui la storia)) non ho pensato a renderlo visitabile con tutti i browser, ma semplicemente ho cercato di rendere il template – quindi senza i post – W3C valido.

2palle
Immagine evocativa delle scoperte che ho fatto… -.-


Cosa vuol dire? Il W3C è quello che detta gli standard del codice HTML/CSS (quindi i cosiddetti codici di markup per le pagine web), e scrivere un codice “W3C valido” significa assicurare la completa correttezza e compatbilità con tutti i browser. Quest’ultimi, infatti, per offrire all’utente una navigazione ordinata e piacevole, interpretano (o almeno dovrebbero) le pagine internet per mezzo degli standard dettati dalla W3C. Per curiosità ho voluto aprire questo blog con tutti i browser più conosciuti, e…

Premetto che io utilizzo Firefox, con qualche add-on e ovviamente tutto il codice viene correttamente interpretato.

opera
Opera

Con Opera, ottimo browser già provato in passato, tutto funziona a meraviglia. Ho giocato un po’ anche con i vari “controlli per Autori” e in effetti viene tutto perfettamente interpretato. Il risultato?

operaweb
Clicca per ingrandire

safari
Safari

Recentemente, Apple ha rilasciato Safari anche per Windows e, incuriosito dal suo motore, mi sono precipitato a testarlo con questo blog. Il risultato? Esattamente come Firefox e Opera.

safariweb
Clicca per ingrandire

E per finire…

explorer
EXPLORER!! O.O

Eh si, nonostante sia risaputo che Explorer non è un browser W3C valido, mi aspettavo che con un template così semplice, senza livelli, di soli div e immagini, me lo avrebbe visualizzato senza problemi, e invece…

explorerweb
Clicca per ingrandire

Credo che non lo metterò a posto, aspetterò un eventuale cambio di template futuro. E poi sono io fissato… -.-
Del resto cosa ci si sarebbe potuti aspettare da un browser che non capisce Hotmail e le cui alternative (Firefox) vengono consigliate dalla stessa casa madre? ;)

[Linux] JACK: un mondo tutto da scoprire!

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jacklogo
“Have you ever wanted to take the audio output of one piece of software and send it to another?”

“Vi si è mai presentata la necessità di prendere il suono di un programma e incanalarlo in un altro?”
Con questa frase si apre il sito del server audio JACK. Ma che cos’è Jack esattamente?

JACK is a low-latency audio server, written for POSIX conformant operating systems such as GNU/Linux and Apple’s OS X. It can connect a number of different applications to an audio device, as well as allowing them to share audio between themselves. Its clients can run in their own processes (ie. as normal applications), or can they can run within the JACK server (ie. as a “plugin”).

Trad. d. A:
JACK è un server audio a bassa latenza, scritto per sistemi operativi stile POSIX come GNU/Linux e OS X di Apple. Può connettere diverse applicazioni in un’unica periferica audio, così come permettere di convididere tutti i flussi audio tra di loro. Il suo client può girare sia come processo intrinseco (ad esempio una normale applicazione), sia all’interno del server JACK (ad esempio come un plugin).


Utilità: dai musicisti ai curiosi

Che utilità può avere un programma come questo?
Molta gente dice “beh, serve solo ai musicisti”: per quanto sia effettivamente utile (anzi, utilissimo!) ai musicisti – immaginate prendere input di Hydrogen, di Ardour, di uno o più microfoni, e di qualsiasi altra applicazione/fonte e miscelarli tutti insieme – può anche essere utilizzato per “faccende” meno complicate o ambiziose. Un esempio? Oggi stavo ascoltando la radio (via firefox) e c’era un’intervista che mi interessava (cfr. Revolver, Radio 105). Apro il registratore di suoni di GNOME, imposto jack per catturare l’audio da firefox e mandarlo come se fosse collegato al microfono. Il risultato? Ora ho la mia bellissima intervista in ogg/mp3/ecc ecc.. Difficile, direte voi?! Niente di più semplice:

jack
Interfaccia di Jack

Un click su “Connect”, scelgo dalle due liste cosa voglio collegare, e il gioco è fatto. La prima applicazione manderà il proprio output come input audio nella seconda. Easy! :)

[Opinioni] La mia posizione riguardo l’open-source..

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tux“Guarda che Linux è meglio di Windows… Provare per credere!” Quante volte avrò detto questa frase?
Cento, duecentomila volte forse. Ed ecco che passo ad illustrare la mia opinione nei confronti dell’open source e di quello che è oggi, secondo il mio punto di vista, la comunità Linux rispetto alla comunità proprietaria. È solo il mio modesto punto di vista di utilizzatore di linux (seriamente, intendo) da circa un anno. Premetto subito che non voglio fare di tutta l’erba un fascio, quindi cercherò di essere il più chiaro possibile, nonostante la difficoltà e l’ampiezza dell’argomento trattato. :)
vistaHo capito che *imporre* le proprie idee (nè con la forza, nè per sfinimento) non funziona, e a quanto pare nemmeno dimostrare la veridicità di certe affermazioni porta risultati concreti. L’ultima cosa che mi son sentito dire dal mio medico (dopo i continui blocchi di Office 2003 – su Vista – con conseguente perdita del suo lavoro, e il mio consiglio di provare OpenOffice in caso di persistenza del problema) è stata “eh ma tu sei contro la Microsoft e quindi consigli altri programmi che però non sono Word”. Dopo qualche tentativo di persuasione, ho deciso di gettare la spugna. Credo – senza superbia, spero – di aver accumulato abbastanza esperienza per poter esprimere un parere anche tecnico e approfondito su certi aspetti. Se la gente chiede aiuto e poi non si fida dei consigli (non credeva che OpenOffice era pienamente compatibile con dei banalissimi fogli word di *puro testo*) mi viene da chiedersi ancora se valga la pena di persuadere ulteriormente. Questo per arrivare a cosa?!
Io ringrazio Ubuntu che mi ha avvicinato – con la sua facilità di utilizzo e alto supporto all’hardware e al software – al mondo Linux, aprendomi di fatto gli occhi su una nuova prospettiva che va ben oltre un sistema operativo più stabile, più sicuro e sicuramente più economico. Non sono d’accordo che Linux debba accaparrarsi anche quella fetta di utenti – detenuta ora da Windows – di utilizzatori cocciuti e affezionati: non parlo di certo di persone che utilizzano il computer per lavoro o per svolgere quelle due o tre semplici attività quotidiane, bensì di quelli che usano il sistema Microsoft con la pretesa di personalizzarlo in ogni parte, con la (sbagliata) convinzione di conoscerlo fino nelle viscere (e qui mi tiravo dentro anche io), di essere davvero *liberi utilizzatori e proprietari* del proprio computer, che dicono che “Windows è migliore” senza mai aver nemmeno *visto* (non dico “provato”) una valida alternativa¹. Linux è riuscito a costruirsi un “circolo di utilizzatori affezionati e di nicchia” che secondo me non dovrebbe essere “annacquato” con l’avvento di utilizzatori distratti o spregiudicati. Che cosa intendo? Osserviamo le ultime tre versioni di Ubuntu uscite (Dapper, Edgy, Feisty): la prima aveva ancora i connotati della Debian, Distro “pura” e con la “D” (di “Distro” :P) maiuscola; in sole due release sono stati inseriti strumenti che – se pur con riconosciuti meriti relativi alla migrazione da Windows a Linux – tendono a far assomigliare sempre più la propria distribuzione al sistema operativo proprietario, nel bene ma anche nel male. Si è giunti ad un punto in cui bisogna chiedersi quali siano effettivamente i vantaggi di attrarre ancora utilizzatori in questa fetta di mercato. Quali innovazioni si possano effettivamente ancora portare, e soprattutto quali peggioramenti – in relazione sempre alla percentuale di utenti – possano insidiarsi in queste innovazioni.
vistaubuntuDiciamocelo: Linux è sicuro, “comodo” e affidabile per alcune sue prerogative conosciute a pressochè chiunque:

  • Codice aperto: chiunque può vedere il codice e modificarlo a suo piacimento, personalizzando il sistema fino nel profondo e rendendolo, così, unico. Non solo: la visualizzazione del codice da parte di molti aiuta a collezionare informazioni su eventuali errori o falle nella sicurezza, prontamente corrette mettendo a disposizioni aggiornamenti a tutti gli utilizzatori. E ancora: è difficile (se non quasi impossibile) inserire “codice maligno” all’interno di qualche programma senza che qualcuno se ne accorga. Le informazioni personali sono *davvero* protette.
  • (relativamente) “Pochi” utilizzatori: i virus (ammesso che li si possa chiamare così) per linux si contano su 2 mani. Oltre al codice open source continuamente corretto e revisionato, il poco interesse a creare/cercare exploit su tale codice è chiaramente proporzionato al numero di utilizzatori
  • Direttamente connessa al punto precedente, la “qualità degli utilizzatori“: non è infatti un luogo comune che gli utilizzatori di Linux abbiano almeno un’idea di massima di quello che accade quando il sistema è in esecuzione, conoscendone più o meno approfonditamente le varie parti e i vari processi, con la possibilità di mantenerli sotto controllo. Che sia, in qualche modo, un utilizzatore più “cosciente”. La maggior parte degli utenti Windows sanno che il computer è pronto ad essere usato quando “compare Messenger” (-.-) o il disco smette di lavorare, senza sapere effettivamente che cosa stia realmente succedendo all’interno della loro macchina o come risolvere i problemi che via via si presentano. (questo, diciamocelo, è colpa della Microsoft che nega la libertà dell’utente di agire sul sistema, rendendo criptici anche gli errori e gli strumenti di gestione: tra gli esempi più lampanti il “registro di sistema”, pieno di classi dai nomi indecifrabili sparpagliate in una miriade di sottocartelle di dubbia utilità, o gli errori tipo “Violazione all’indirizzo 0x0531bnah12″… cioè?! O.ò)
  • La gestione del software: l’immensa utilità di gestire l’installazione del software tramite un gestore di pacchetti, scegliendo *personalmente* cosa installare e da che fonti (repositories), controllando ogni fase del processo di installazione (fino al “caso limite” della compilazione manuale del codice sorgente) rende più rapida e sicura la gestione delle applicazioni installate, senza contare la vastissima scelta tra innumerevoli alternative di una stessa applicazione. (vd. Internet messaging)
  • La possibilità di fruire *gratuitamente* della maggior parte dei programmi disponibili non permette (o comunque non scaturisce l’interesse) a perseguire politiche di aggressività verso prodotti o famiglie di prodotti specifiche, con un immenso vantaggio per la comunità degli utilizzatori che non si trova sommersa di files da estensioni sconosciute, con codifiche proprietarie e che richiedono ognuna un programma diverso per essere aperta.
  • La lista è lunghissima, volendo includere tutti gli aspetti. Credo che mi fermerò qui.

Queste prerogative assicurano un livello qualitativo decisamente elevato, che non dovrebbe essere nemmeno scalfito dall’avvento di nuovi ingenui utenti mossi dalla mera volontà di dire “wow, voglio provare linux perchè ha gli effetti grafici più belli di Vista” (per citarne una che si sente spesso in giro) e poi arrendersi e tornare a Windows alla prima difficoltà additando scuse insensate e dicendo che “Linux fa schifo”. Ben felice che questi utOnti tornino a Windows, teneteveli. Continuate a creare iconcine colorate rosse/gialle/verdi per controllare virus, firewall, backup che così tali utOnti si sentono al sicuro (vd. Windows Live One Care). Sono i soldi che vi interessano? Prendetevi questi utenti, noi – inteso come comunità di Linux – viviamo benissimo senza!
E ora che “ne son fuori”, mi viene da sorridere quando passeggio in Duomo, per “Mondadori Informatica” e vedo gente che chiede e discute di aspetti futili di un sistema operativo (“scusi, ma secondo lei la risoluzione del visualizzatore di immagini in Windows Vista dovrebbe essere impostata a 800×600 per ottenere animazioni più rapide e senza scatti?” O.ò NO COMMENT…) per poi dilungarsi a cercare il prodotto che offra il miglior rapporto qualità/prezzo. Giusto per rendere un po’ l’idea ho voluto raccogliere qualche informazione.

questionSupponiamo che abbia appena montato il computer dei miei sogni, hardware di ultima generazione (quindi non contiamo il prezzo dei componenti) e voglia metterci su Vista.

Dovrei usarlo, oltre che per giocare, anche per lavorare, copiare cd, navigare in internet e leggere le e-mail, mettere musica/video sull’iPod, all’occorrenza fare qualche lavoretto di grafica e distribuire le mie creazioni – oltre ai documenti per i clienti – in formato PDF: contemporaneamente vorrei essere protetto da virus, trojan e attacchi via internet. Ah dimenticavo: vorrei anche gli effetti grafici delle finestre che scorrono, quelli che si vedono nella publicità (n.d.R. Aero)! Quanto vado a spendere?

Windows Vista Linux (Ubuntu)
Programma Prezzo Programma Prezzo
Sistema operativo Vista Home Basic 299.90 ? Sistema operativo Ubuntu Feisty Fawn 0 ?
Interfaccia grafica Aero: (acquisto/upgrade Windows Vista Premium) +60.00 ? Effetti Compiz/Beryl 0 ?
Office Home & Student (Word, Excel, PowerPoint, OneNote) 169.90 ? OpenOffice.Org (Come sopra ma con gestione db – access -, drawing, xml e html – frontpage) 0 ?
Aggiunta Outlook/Acquisto Office Small Business 160 ? Thunderbird/Evolution/KMail 0 ?
Antivirus (Norton Antivirus) 49.90 ? Non necessita di Antivirus -
Firewall (Norton Internet Security) 149.90 ? Firewall insito nel sistema operativo (kernel) -
Adobe Acrobat PDF 7.0 Elements (Creazione PDF) 49.90 ? Openoffice: esporta come PDF (o altri programmi su getdeb) 0 ?
Alchool 120% (masterizzazione e emulazione ISO) 59.90 ? Insito nella shell (mount) 0 ?
Paint Shop Pro² 99.90 ? The GIMP 0 ?
iStudio (convertitore di audio e filmati per iPod) 39.90 ? ffmpeg 0 ?

1139.2 ?

0 ?

Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro.
Da parte mia cercherò di non insistere ulteriormente nel convincere quanta più gente possibile a passare a Linux. Le qualità sono ampiamente documentate, se qualcuno vuole controllarne la veridicità (e quindi si suppone che sia davvero interessato) sa dove trovare le istruzioni per installare Linux. Altrimenti va bene anche Windows. L’ho capito tardi, ma l’ho capito. :)

1.Mi spingerei quasi a dire che parte dei problemi di Windows scaturiscono *proprio* da questi utenti. -.-

2. Non ho scelto Adobe Photoshop per il confronto perchè la suite è decisamente più completa e comunque, a mio avviso, non paragonabile a “The GIMP”.

[Musica] Un emozione in una canzone

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Questo post è particolarmente personale (uno dei rari casi) ma anche un po’ particolare. Se non pensate di essere interessati a certi argomenti per favore non continuate nemmeno nella lettura. Grazie! :)

Oggi, mentre ero in cerca di un pick up (clicca sul nome per mostrare/nascondere la descrizione), mi son trovato un autentico gioiellino tra le mani. E prima di poterlo anche solo toccare non avevo nemmeno la lontanissima idea di cosa stavo per provare.
Oggi ho suonato questo:


kawai
Kawai Rx-5

Kawai è un’azienda giapponese leader nella costruzione di pianoforti (d’altronde la meccanica e il suono dei pianoforti giapponesi son famosi in tutto il mondo), e questo è uno dei pianoforti prodotti da loro.
Prima di iniziare accendete le casse ad un volume non troppo alto, quindi disconnettete il cervello da qualsiasi pensiero, da qualsiasi cosa stiate facendo, per entrare in uno spazio completamente vuoto:
vuoto
Just Silence around you, you’re entering the hall…

Se non senti la musica, apri questo video come musica di sottofondo…


hall


Con timidezza mi avvicino al pianoforte… C’è altra gente nel locale: non voglio dare troppo nell’occhio. Tiro lo sgabello, posizionato perfettamente parallelo alla tastiera, più vicino a me. Il legno è talmente lucido che ci si può specchiare, nonostante il nero della vernice. Si vede che viene trattato con cura. Il fresco percepito entrando nella stanza, dovuto all’aria condizionata, sembra non esserci più; i suoni delle macchine che attraversano freneticamente via Mascagni si sentono flebili, quasi vogliano cedere la scena a qualcosa di più grande di loro, come fanno i pellegrini entrando in chiesa. Appoggio il mio zaino a terra e accarezzo i tasti, sfiorandoli. Sbircio dentro la cassa: mille corde partono dalle mie mani per congiungersi tutte là, nel punto più lontano dello strumento. Uno stelo di legno nero, lucido come lo sgabello sul quale poggio, regge senza fatica il coperchio che si alza maestoso verso il soffitto.
Ignaro di quello che avrei provato di lì a poco, premo delicatamente i primi tasti della “comptine d’un autre été” di Yann Tiersen…
Improvvisamente mi ritrovo solo, con il pianoforte, sospeso a mezz’aria in un cielo turchino: le note rendon pesanti le palpebre tanto da chiuderle, sfiorano le mie orecchie, mi cingono la testa e scivolano velocemente lungo la schiena, provocando un brivido intenso e piacevole. D’istinto mi irrigidisco, le mani sempre attaccate alla tastiera, a suonare la stessa melodia, spaventate dall’eventualità di affondare una nota troppo forte o – peggio – di mancarne qualcuna. Impaurite dal pensiero di poter rompere un momento così dolce e irripetibile. Il suono cristallino sembra voler uscire dal pianoforte, esplorare questo spazio sconosciuto girandomi freneticamente intorno per tornare quindi indietro, e poi… un rumore. Le dita si bloccano, immobili sulla tastiera. Riapro gli occhi: sono ancora nella stanza, non è successo niente, nessuno si è accorto di nulla. Cerco di raccapezzarmi, mi sistemo i capelli… Mi ritrovo davanti un pianoforte, lo stesso pianoforte suonato pochi secondi prima. Come se non ricordassi già più il suo suono, appoggio le mani sulla tastiera e ricomincio da dove ero rimasto. Già alla prima nota, ecco il brivido risalire la schiena, fermarsi all’altezza delle spalle, quindi prendere un sospiro di sollievo ed esplodere in un battito incontrollato dentro il cuore. Gli occhi chiusi, la testa china. Le dita si muovono da sole, i piedi non esistono nemmeno più. Finisco la prima strofa, una lunga e interminabile pausa, e vado a chiudere, come se quella canzone avesse già suonato troppo su quel pianoforte. Le ultime tre note: MI – la stanza comincia a girare dapprima velocemente, poi sempre più lenta – SI – le dita son stanche, lo sforzo di mantenere un suono leggero ma nitido si fa sentire – MI – un tonfo, la fine di tutto, il tamburo che chiude un concerto, la spaccata di una ballerina alla fine di un balletto, la morte del protagonista in una tragedia. Una cascata limpida come il suono del pianoforte mi scorre sopra la testa. Adagio riapro gli occhi: di quella cascata soltanto una lacrima. Emozionato, emotivamente sconvolto dal viaggio appena fatto, mi alzo dallo sgabello, passo una mano sul pianoforte, raccolgo lo zaino e retrocedo fino alla porta. Ringrazio e, senza togliere lo sguardo dallo strumento, esco.

Non è normale aver freddo, di questi tempi, a Milano…

[Curiosità] Da dove il nome BLUETOOTH?

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Mi capita spesso di chiedermi il perchè di certi nomi, magari anche di uso comune, che – apparentemente – non hanno alcun significato. Perchè, per esempio, il nome Bluetooth?


dente
No, non deriva di sicuro da questo signore!

Deriva invece da QUESTO signore:


Harald
Aroldo I di Danimarca

Il nome bluetooth infatti si ispira ad un avvenimento storico che ha dei connotati in comune con l’utilizzo e il fine di questa nuova tecnologia. Cito direttamente da Wikipedia (bluetooth):

logoIl nome è ispirato a Harald Blåtand, re Aroldo I di Danimarca, abile diplomatico, conosciuto con il soprannome di Dente blu. Gli inventori della tecnologia devono aver ritenuto che fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi (così come il re unì i popoli della penisola scandinava).

Curioso, no?! :)
Se volete altre informazioni:
Harald I of Denmark (eng).

[Windows] E c’è gente che si fida ancora di Internet Explorer! :)

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Guardate un po’ la foto di alcuni sviluppatori di Internet Explorer 7, l’ultima versione del browser Microsoft. Sono tutti contenti e fieri di aver terminato l’ultima release che ne manifestano l’entusiasmo con ogni parte del corpo, anche con le dita!


team
Notate nulla di strano?
Provate con un click ad ingrandire la foto….


Continuate a non notare l’anomalia? Andate avanti a leggere…

Un indizio: la signorina in basso a destra secondo voi a che versione ha lavorato? -.-
logoie7
Sarà anche un caso buffo, ma c’era da aspettarsi una cosa del genere visto il prodotto finito: un browser pieno di bachi e talmente integrato che non capisce nemmeno Hotmail, il servizio della grande “mamma” Microsoft!
Io continuo a consigliare Firefox, con quelle piccole modifiche che lo rendono quasi perfetto. :)

Fonte: The Slack

[Milano] Non san più dove mettere telecamere a Milano! :)

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Chi apre il giornale, oggi, potrebbe trovarsi di fronte ad un’immagine simile:


elicottero

Che cos’è?? Un nuovo elicottero di dimensioni ridottissime sotto il quale è montata una telecamera (capace di riprendere anche di notte) che verrà impiegato a Milano per sorvegliare strade, al fine di mantenere l’ordine pubblico e diminuire/studiare il traffico e gli ingorghi. In attesa di un piano concreto che possa essere d’aiuto a polizia/ambulanze/vvf, questi due “gioiellini” verranno utilizzati per monitorare “campi nomadi, aree degradate, discariche e cantieri abusivi” (cfr. ePolis Milano 05/06/07). Il costo? 50.000? l’una. Speriamo servano davvero…

Se volete ulteriori informazioni a riguardo, guardate gli articoli del Corriere della sera, che ieri ha ottenuto l’esclusiva della presentazione ufficiale:
qui e qui.

[Windows] In questo ci hanno preceduti. O quasi. Nuova idea di MENÙ AVVIO

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I pinguini abituati a finestre gelatinose, cubi rotanti, desktop “usabili” stanno cercando di rivoluzionare il modo di utilizzare il computer. Vi ricordate i tempi del tasto “START” su Windows? O del menu con il simbolino della vostra distro o il logo del vostro DE (sia esso il piede di GNOME, l’ingranaggio di KDE, il topolino di XFCE, ecc..)? Chi ha detto che tutto debba avere origine da un menu così “piano” e squadrato? Ecco che zeratul, un utente di GNOME-look.org, propone il suo modo di intendere il menu start:


round menu
Topaz circle menus


L’idea sarebbe quella di ottenere, in un modo comodo all’utente (sia esso una combinazione di tasti, una mouse gesture o un bottone su qualche pannello) un menu tridimensionale con le proprie applicazioni preferite (non più di 5 o 6). In effetti con le potenzialità di AIGLX e dei desktop di oggi ottenere una cosa del genere dev’essere quasi banale.
Qualcuno ci aveva già pensato, per Windows però:

orbitdock
Orbit round dock


Ecco come si presenta il pannello su Windows. Chiaramente non essendoci le potenzialità di AIGLX/XGL questa cosa appare un po’ più “piatta” e tutt’altro che tridimensionale, ma l’idea c’è. L’impostazione è molto simile a quella ottenuta da compiz quando si scorrono le finestre aperte o quando si usa l’effetto expose simile a MacOS X, cioè un’istantanea della finestra sullo sfondo e l’icona del programma in primo piano.

E per linux? Possibile che non ci sia niente?
Tranquilli! ;) Ad oggi ci sono un paio di modi per qualcosa di simile a questo effetto (se proprio ci tenete). Il primo è quello di usare Looking Glass¹:


looking glass
Looking Glass, di Sun Microsystems


C’è da dire che questo ambiente desktop non è ancora del tutto usabile, ma sia da intendersi come un “guardate che stiamo sviluppando questa cosa, ogni tanto controllate il sito che potremmo aver fatto qualche passo avanti!”. Belli gli effetti delle finestre che si girano su se stesse, della barra con le miniature dei programmi aperti e la visualizzazione della raccolta cd. Se avete linux, vista la rapidità di installazione e l’auto-configurazione, merita di essere provato.
L’altra possibilità, sicuramente più usabile, è quella di usare Metisse (cfr. “Metisse, non chiamatelo 3D desktop!“). Questo non pretende di essere un DE a sè, ma solo un gestore di finestre e di desktop, quindi più stabile, più veloce e – spesso – assai comodo. Se volete provare Metisse guardate il mio vecchio articolo linkato poco sopra, se invece non volete rischiare un’installazione ma vi interessa comunque provarlo, scaricate Mandriva One 2007 Spring che ha, tra i vari gestori di finestre, proprio Metisse. È un cd live, quindi non necessita necesariamente di un’installazione.
Ad ogni modo io ora mi sto curando dalla mia compiz-dipendenza… ;D

1. Notare che Looking Glass è disponibile anche per Windows, anche se gira lentissimo e per installarlo ci si impiega una buona mezz’oretta tra download, riavvii ed eventuali problemucci….

[Linux] Do you iTunes? No, Banshee!!

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Stufo della lentezza del mio sistema troppo “pasticciato” da programmi inutili, semi-compilati, impostazioni pazzesche e files sparsi in giro per il disco ho salvato quanto mi serviva e installato Ubuntu Feisty. Non volendo tutte le inutili librerie di KDE (inutili per chi usa GNOME, ovviamente) ma non volendo rinunciare alla comodità di Amarok (e di Quanta+, n.d.A.) mi son messo a cercare alternative valide o, almeno, usabili.

itunes? no, banshee!
Banshee, l’iTunes per GNOME!

Con grande stupore ho trovato un programma stupendo, stabile, con le stesse funzionalità di amarok ma ovviamente ottimizzato per GNOME, perfettamente compatibile con iPod (senza bisogno di alcuna configurazione!), discreto (quando lo si riduce a icona si “nasconde” di default nella system tray vicina all’orologio) ed elegante. Ecco Banshee all’opera sulla mia Feisty:

banshee
Un click per ingrandire l’immagine in un’altra finestra.

Prima di illustrare – brevemente – le funzionalità, ecco come installare il tutto in Ubuntu: aprite un terminale e digitate

sudo apt-get install banshee

Easy! ;)
Tornando a noi, curioso inserisco il mio iPod tuttofare e vedo come reagisce (non avevo ancora configurato Ubuntu per ospitare l’iPod). Ecco che Feisty monta automaticamente il tutto, aggiunge la consueta iconcina sul desktop (carina!) e lancia Rhythmbox. logo bansheeIn effetti noto subito una certa somiglianza con Banshee (in effetti è il contrario) nonostante quest’ultimo sia più ricco e esteticamente più piacevole. Chiudo rhythmbox e noto che Banshee ha già tutti i miei brani dell’iPod elencati nella sua libreria. O.O E tutto il casino per montare/installare/ecc..? Dimenticatevelo! Posso dire con scioltezza che ormai utilizzare (e installare) un iPod in abbinato con un computer è diventato più semplice su Linux che su Windows (in uno slancio di vanità stavo per dire anche di Mac, ma poi – per fortuna – mi son fermato :P). Importo subito tutti i files musicali che ho nel computer nella libreria e Banshee si occupa di scaricare le relative copertine oltre ad inserire (in modo cazzuto, devo dire) eventuali informazioni mancanti. Trascinare le canzoni dalla libreria direttamente sull’iconcina dell’iPod è davvero comodissimo, in questo iTunes, con il suo selvaggio Drag&Drop, ha fatto scuola. Click col destro, “sincronizza l’iPod”. Schermata nera, barra di avanzamento. Le canzoni vengono trasferite, e l’iPod sincronizzato con i cambiamenti. Proviamo a staccarlo. Un bell’eject ed ecco che lo schermo del lettore si illumina. Lancio una canzone. Finalmente si vedono le copertine!! Amarok in questo aveva sempre fallito (forse per un errore mio, non so). Che dire? A parte il pieno supporto per l’iPod credo proprio che Banshee resterà il lettore di musica preferito per GNOME, almeno per me. E poi adoro avere il controllo “istantaneo” sulla musica. L’iconcina nell’area di notifica permette di accedere ai tasti “RW, FW e PAUSE” con un click, nonchè di visualizzare le informazioni sul brano in riproduzione al solo passaggio del mouse; informazioni che vengono comunque visualizzate alla partenza di una nuova canzone. Provare per credere.

[Italia] PatentEpilessia, la solita fottutissima schifezza italiana

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In questo periodo mi sto adoperando per fare la patente A3 per la moto e, tra bollettini, marche da bollo, autoscuola (almeno per il noleggio del mezzo per l’esame) e soprattutto visita medica noto che sta venendo a costare parecchi soldi. Da “bravo” italiano ormai non mi sorprendo più di tanto. Siamo ormai giunti tutti a quella condizione vegetativa – errata! – di chi dice “beh, in Italia ormai tutto è così… Vuoi la patente? Preparati a sborsare tanti soldi“. E così ecco centinaia di euro scivolarmi dalle mani come fossero acqua.


patente


Mi permettete di sottolineare, ancora una volta, che viviamo in un paese di merda in cui la politica è solo fine a se stessa e se ne fotte dei cittadini pensando solo a far soldi e a difendere la propria posizione di dominio. Non ci sono i pompieri a sufficienza (circa 200 solo a Milano!!)? Questi signori che lavorano tutto il giorno per i motivi più disparati (dall’assistenza agli anziani al controllo dei navigli, per citarne alcune) sono coperti di debiti, hanno l’affitto impagato da mesi, il contratto scaduto da anni e i mezzi senza carburante?? Non è un problema dei politici. Loro tanto hanno l’auto blu, e la benzina non manca di certo.

Perchè questa introduzione così apostrofata? Cercando informazioni sulla patente in giro per internet ho scoperto una cosa vergognosa che – a quanto pare – sia stata IGNORATA, almeno finora, da tutti i politici italiani.

Se ottenere il permesso di guida per un cittadino “comune” costa tanto – e la visita medica è una delle cose da fare con il più grande impatto economico – c’è gente che quel prezzo lo paga 5 volte tanto. E non di certo gente che se lo merita: stiamo parlando dei malati epilettici. Ebbene si. Per legge, infatti, una persona epilettica deve, ogni due anni, presentare documentazione del suo stato di salute per certificare l’idoneità di guida di un veicolo. E, fin qui, mi sembra una precauzione saggia, sia per la vita del conducente che delle persone che popolano la strada. Ma ora viene il bello: il malato epilettico deve – ogni volta – recarsi nel capoluogo della sua provincia per far “esaminare” la sua documentazione medica e ottenere l’idoneità alla guida pagando – ancora ogni volta – la visita che, per inciso, costa *ESATTAMENTE* come quella per un qualsiasi rinnovo.
Di seguito riporto il testo integrale, finora apparentemente ignorato, inviato ad alcuni ministri (vd. elenco sul sito) dalla FIE ONLUS:
(Link miei.)


OGGETTO: Patente di guida ai soggetti con epilessia

Secondo la legge attualmente in vigore, la concessione ed il rinnovo della patente di guida ad un soggetto con epilessia è limitata alle sole categorie A e B.
Essa è consentita ai soggetti che non abbiano avuto crisi epilettiche da almeno due anni, anche se assumono farmaci.
Tale condizione viene verificata ogni due anni da una Commissione Medica Locale (una per Provincia) sulla base di una ?certificazione? di assenza di crisi da almeno due anni, di data non anteriore ai 30 giorni, rilasciata da un medico appartenente alle strutture pubbliche.
Ne consegue che ? rispetto ad un cittadino ?normodotato? (ad esempio con patente valida 10 anni che paga quindi il rinnovo una volta ogni 10 anni) ? il soggetto con epilessia, per ottenere il rinnovo della patente, sia obbligato a recarsi ogni due anni nel Capoluogo di Provincia ove risiede la Commissione Medica ed a pagare il costo del rinnovo della patente 5 volte più di quanto paga un ?normodotato?.
Nell’eventualità ancora che un Governo stabilisca di aumentare il costo del rinnovo della patente, il soggetto con epilessia viene a pagare la differenza tra il costo maggiorato e quello precedentemente in vigore 5 volte in più di un soggetto normodotato.
A prescindere dal fatto che la legge sia in evidente contrasto con quanto previsto dall’Art. 3 della Costituzione, si chiede a giusto titolo la concessione, il rinnovo ed il costo della patente di un soggetto con epilessia si eguale a quella di un soggetto normodotato, fatto salvo l’obbligo per il soggetto con epilessia di inviare ogni due anni alla Commissione medica una ?certificazione di assenza di crisi da almeno due anni? rilasciata da un medico appartenente alle strutture pubbliche, con data non anteriore ai 30 giorni dalla scadenza dei due anni.
In attesa di cortese ed urgente riscontro, porgo i migliori auguri di buon Natale e di sereno anno nuovo.

IL PRESIDENTE
Cesare Bevilacqua

Permettetemi di essere schifato e indignato per come lo stato si preoccupa dei cittadini e delle loro PARI OPPORTUNITÀ, specie quando i politici sono i primi ad infrangere il famoso Articolo 3, ovviamente a vantaggio loro.