Do you plan to manoeuvre it?!
Archivio di Dicembre 2007
[Musica] Un regalo (musicale) di Natale: un francese al pianoforte
26 Dic
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In questa giornata natalizia appena trascorsa ho avuto modo di passare (come ogni anno) un po’ di tempo con mio zio e altri parenti. Il programma? Sempre lo stesso: cibo, auguri, cibo, chiacchierata, cibo, regali, cibo, “non doveviiii”, cibo, saluti, cibo, casa. Ah, ho detto “cibo”?! o.O
Oggi, mentre mio zio mi parlava di come si possono costruire i suoni (sovrapponendo più frequenze – sovrapposizione di sinusoidi¹ – cfr. Wiki) ecco che allunga la mano verso la sua collezione di cd e ne infila uno nello stereo. Parte una musica che mi ricorda vagamente qualcosa, nessuno canta, uno di quei motivi che sai di aver già sentito ma non riesci comunque a mettere a fuoco.
“Chi è che suona, zio?”
“Richard Clayderman”
Mai sentito. Prendo il cofanetto: “My best… Uhm… Questo tipo ha dei titoli non da poco nel suo repertorio.. Ascoltiamo qualche altra traccia!”
Ed ecco che mi gusto a pieno canzoni famosissime come “Ballade Pour Adeline“, “Can you feel the love tonight“, “La donna cannone” (si, proprio quella di De Gregori!), “I just called to say I love you“, “The sound of silence” e molte altre… Inutile dire che mi son fatto prontamente prestare il cd e lo sto ascoltando proprio ora!

La foto di Richard Clayderman
Se non avete voglia di leggervi vita,
/* Parta Aria sulla IV corda, brano classico conosciuto anche per l’oltremodo abusato utilizzo nella sigla di Super Quark *\
Richard Clayderman è un pianista francese (al momento in cui scrivo) 53enne che ha composto e riarrangiato parecchi pezzi famosi di musica leggera, classica, di colonne sonore di film e di chansons francesi. La cosa particolare di questo tipo è che suona (quasi) sempre accompagnato da un’orchestra, quindi i suoi pezzi – se pur alcuni molto semplici e “squadrati” – sono sempre pieni e piacevoli. È, insomma, una sorta di Andrea Guerra francese.
Per completezza (e per evitare di infrangere qualsiasi tipo di legge/regola – non posso nemmeno archiviare mp3 creati da me su questo dominio) vi posto qualche video in cui potete vedere questo strimpellatore (niente di offensivo, eh?!) all’opera: Ballade puor Adeline, una quantomatica “ballabile” e folkloristica Rhapsody in blue (di Gershwin), una più classica Für Elise / Per Elisa e una rivisitazione del Nuovo Cinema Paradiso.
Una ricerchina su YouTube e ne troverete molte ma molte altre! :)
E poi, giusto per farvi un’idea di quanti cd sia in grado di fare un tipo così, vi consiglio di scorrere velocemente (almeno per rendersi conto della mole di pubblicazioni) la sua discografia.
Buon ascolto!
[Guida] Come far funzionare i drivers ATI (X600) con Ubuntu Gutsy e AIGLX
19 Dic
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L’autore di questa guida declina ogni responsabilità per eventuali danneggiamenti/casini del vostro sistema/hardware/ecc… Quello che farete sarà esclusivamente una vostra iniziativa. Se non sapete cosa state facendo digitando i comandi e seguendo i passi della guida di cui sotto, allora potreste provare invece ad usare il nuovo fantastico Windows Vista invece di questo schifo di Linux (LOL) e lasciar perdere queste istruzioni. :)
Questo è l’unico modo in cui son riuscito a far funzionare i drivers ATI sulla mia Ubuntu Gutsy. Ora posso usare Compiz Fusion senza XGL, ma con AIGLX! =)
Non ci credete?

Ecco un’immagine…
» Ok, proviamoci!
Prima di tutto: ho provato questa guida sul mio portatile (un Toshiba Satellite) con una ATI Mobility Radeon X600 e ha funzionato! L’unico problema è che le animazioni sembrano lente, quindi ho disabilitato il tutto in attesa di un po’ di tempo libero da dedicarci! ;)
Parto dal presupposto che abbiate una installazione fresca di Gutsy con il repository restricted attivo!
Ok, facciamo le cose per bene!
sudo apt-get install linux-restricted-modules-generic restricted-manager
sudo apt-get install xorg-driver-fglrx
sudo depmod -a
La prima linea di questi comandi semplicemente aggiorna la lista dei pacchetti del/dei vostro/i repo(s).
La seconda linea potrebbe non essere necessaria. Se apt vi diche che non riesce a trovare il pacchetto “linux-restricted-modules” provate ad usare la terza linea, dovrebbe soddisfare automaticamente tutte le dipendenze. Se anche questa fallisce, controllate che nel vostro sources.list non ci siano casini! (state semplicemente cercando di installare il gestore dei driver proprietari, la applet che gestisce appunto i drivers closed-source già installata nelle Ubuntu Feisty/Gutsy, che potreste quindi avere già installata).
La terza linea installa i drivers ATI, mentre l’ultima gestisce i moduli del kernel (se volete saperne di più digitate “man depmod” in un terminale)
Dal momento che ho già buttato via troppo tempo a modificare manualmente il mio xorg.conf ho deciso di lasciare tutto il lavoro agli script pre-confezionati, e tutto ha funzionato alla perfezione:
sudo aticonfig –overlay-type=Xv
Ora salvate qualsiasi documento che potreste avere aperto perchè riavviamo il sistema (anche se basterebbe semplicemente riavviare il server X):
Appena riloggati, controllate con il comando fglrxinfo che tutto sia impostato correttamente. Il comando dovrebbe restituire qualcosa tipo:
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: ATI Radeon Xpress Series
OpenGL version string: 2.1.7059 Release
La cosa importante da controllare è che le stringe “vendor” e “render” abbiano a che fare con ATI e non con MESA.
Ora invece andremmo davvero a modificare un po’ il nostro xorg.conf. Niente preoccupazione, solo una piccola modifica, niente di complicato! ;)
ed eliminate (o commentate, come preferite) la sezione:
# Section "Extensions" # Option "Composite" "0" # EndSection
Ora facciamo sapere a compiz che abbiamo installato un nuovo driver che supporta AIGLX, e che non deve avere paura di partire! ;)
Eseguiamo un logout e rilogghiamoci (ammazza che brutta espressione in italiano ¬¬) in GNOME, quindi godiamoci gli effetti grafici (attivabili tramite l’opzione Aspetto).
Se avete avuto qualsiasi problema seguendo questa guida, o se usate KDE, o ancora avete una diversa configurazione/distribuzione o semplicemente qualche domanda o dubbio del tutto non immediato, vi rimando alla guida (ENG) da cui ho preso questi passaggi.
[How-to] The way to get ATI drivers (X600) working on Ubuntu Gutsy with AIGLX
19 Dic
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The author of this guide does not have any responsibility on what YOU are doing with your computer/os neither with any hardware/software problems. If you mess with this guide, you’re the only responsible for this. If you don’t know what are you gonna do typing this commands in a terminal and following this guide, you may want to try the brand new exciting Windows Vista instead of crappy Linux (LOL) and skip this instructions. :)
This is the only way I get ATI drivers working on my Ubuntu Gutsy box. Now I can use Compiz Fusion without XGL, but with AIGLX! =)
Can’t believe me?

Just a screenshot
» Ok, let’s give it a try!
First of all, I’ve tried this guide on my Toshiba laptop, with an ATI Mobility Radeon X600 and it worked! The only problem is that the animations appear to be slowly, so I set it off unless I have some spare time to spend and fix it! ;)
I’m supposing you have a clean install of Gutsy with restricted repository active!
Let’s do it the “clean way” so!
sudo apt-get install linux-restricted-modules-generic restricted-manager
sudo apt-get install xorg-driver-fglrx
sudo depmod -a
The firs line of those commands update your package list from repo(s).
The second line of the above may not be necessary. If apt says it cannot find the “linux-restricted-modules” package, try line 3. If that fails, check your sources.list (you’re just trying to install restricted manager, which is the applet that comes with Ubuntu to manage restricted drivers, so you might already have it installed).
The third line install the ATI drivers and the last one is used to probe all modules (type “man depmod” in a terminal).
As long as I already spent a lot of time trying to edit xorg.conf manually, I’ve finally used the “automatic” way, which worked perfetcly for me:
sudo aticonfig –overlay-type=Xv
Now save every document you may have open because we’re gonna restart your system (even if just a X-server restart should be enough):
When the system is on again, check with the command fglrxinfo if everything is set up properly. The output of that command should be something like:
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
OpenGL renderer string: ATI Radeon Xpress Series
OpenGL version string: 2.1.7059 Release
The very important thing to check is that the vendor and render string are something concerning ATI and not MESA.
Now we’re gonna edit xorg.conf. Don’t worry, it is just a little editing, nothing difficult! ;)
and simply delete (or comment) this section:
# Section "Extensions" # Option "Composite" "0" # EndSection
Now let’s say compiz we have installed the new driver, so it shouldn’t be afraid to run! :)
Now log out and log in into the GNOME session and enjoy your desktop effects (enable it in Appearance settings dialog).
If you had any problem following this guide, or if you have KDE, or any other particular configuration/distribution/question/doubt, just point your browser here (this is where I took the guide from).
[Linux] Rilasciata la prima versione di PsycheHare
18 Dic
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Vi ricordate il progetto PsycheHare? Ne ho parlato recentemente (cfr. Amici delle “rotondità”, ci sono novità! :) PsycheHare!) in quanto progetto neo-nato nel mondo dell’opensource (o almeno sembrava essere il primo che promettesse bene!).

Ed ecco che, il 9 dicembre, l’hacker del progetto urla dal suo blog che la prima versione del menu è finalmente disponibile!
Ecco la conferma che il progetto prometteva davvero bene!
:)
Questa prima release è già usabile, configurabile (se pur in maniera ancora un po’ “disordinata”) e perfettamente funzionante! :)
L’unica “pecca”? Dovrete avere gli effetti grafici attivi (XGL, AIGLX, cioè compiz/beryl/fusion/ecc) a meno che non vi accontentiate di avere un (decisamente)antiestetico quadrato nero dietro l’elegante menù circolare.
Correte ad installarlo (e guardate se vi può essere utile questo piccolo hack per aprire il menu col mouse)!! Io intanto andrò a configurare Xorg, che la mia scheda ATI mi sta facendo impazzire… ¬¬
[Stampa&Usa] Biglietti di Natale (per ritardatari e arrivisti) :)
18 Dic
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Ecco che per tener fede alla mia promessa di distribuire solo formati ISO o aperti farò un regalo di Natale ai ritardatari che, come me, si riducono a compere frenetiche all’ultimo minuto. E anche un po’ agli arrivisti che vogliono risparmiare e fare qualcosa di originale. :)
Vi regalo il bigliettino di Natale
Ne ho fatti due, per mia sorella e mia cugina (quindi sono orientati decisamente ad un pubblico femminile), però se scaricherete le versioni .odp (presentazioni) potrete modificarli a vostro piacimento.
Ecco il primo:
Con Diddl¹
![]() Modificabile |
![]() |
Ed il secondo:
Con una specie di pupazzo di neve o.O
![]() Modificabile |
![]() |
Se ne farò altri (non si sa mai) ne pubblicherò. Se no installatevi openoffice e modificatevi questi esistenti mettendovi l’immagine che credete. :)
fonte: JessicaDoll
[Timori confermati] Formati liberi VS proprietari: non è una mia fissazione, ma un problema concreto.
18 Dic
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Non è una mia fissa, ma un problema che sta già iniziando a manifestarsi da tempo:
fonte: punto informatico
Cos’è successo di fatto? Che i formati proprietari, cioè il “linugaggio” con cui sono codificati i documenti word, excel, ecc… non è reso pubblico. Fintanto che l’azienda che detiene i diritti su quel formato decide che è attuale allora tutto va bene, ma quando tale azienda valuta il formato poco attuale allora lo rimuove dal mercato lentamente. Questa evoluzione è inevitabile, anche per i formati aperti, ma… qual’è la sostanziale differenza?
» Esempio stupido

Ho una lavatrice da parecchi anni, consuma un sacco di corrente, fa un rumore infernale, ma lava davvero bene e ci sono affezionato! Un brutto giorno la mia “Margherita” (la chiameremo così) si rompe improvvisamente, ma l’azienda che la costruiva non esiste più.
» Formati Proprietari
L’azienda che produceva tale lavatrice decise di non rendere pubblici i disegni e i progetti (o anche solo le specifiche) meccaniche del prodotto, magari per paura che qualche altra azienda copiasse le tecnologie o si ispirasse ad esse per i propri prodotti.
Risultato? Buttiamo la vecchia lavatrice e compriamone una nuova, spendendo i nostri bei 300?.
» Formati Liberi
L’azienda ha fornito le specifiche (o i disegni della lavatrice) e gli utilizzatori possono sostituire il pezzo rotto. Guarda caso si è semplicemente allentata una vite che conduceva corrente posizionata sotto il motore e una placca di acciaio. Un cacciavite (eventualmente una breve manutenzione e pulizia) e con 10? e mezz’ora di lavoro abbiamo la nostra lavatrice che funziona ancora.
Ok, ma perchè tutti sti discorsi?
A parte l’esempio cazzuto della lavatrice, quello che sta succedendo con i formati proprietari è che molti sono ormai obsoleti (vedi i .wri – file di testo – che c’erano nelle prime versioni grafiche di Windows) e irrecuperabili/illeggibili anche con le più moderne tecnologie. Perchè? Perchè nessuno – a parte chi li ha creati – sa come sono stati scritti ed, eventualmente, codificati.
Ed ecco che gli esperti del settore iniziano a preoccuparsi: riusciamo a leggere vecchi documenti di migliaia di anni e non riusciamo ad aprire documenti creati solo una decade fa perchè qualcuno ha deciso di non rendere pubblico il modo in cui son stati scritti? I giornalisti, ovviamente, presi dall’onda mediatica, non hanno esitato a parlarne in nessuna occasione (basta una semplice ricerca su Google).
» Il consiglio (aka “Come sopravvivere a questo problema”)
Semplice, passare a formati aperti. Molti utenti conosceranno già sicuramente Openoffice.org che offre, gratuitamente, una suite completa per ogni sistema operativo (Windows, Linux, Solaris, MacOS). I file creati con openoffice sono in formato completamente aperto (potete voi stessi visualizzare il sorgente). Cosa vuol dire questo? Che i file sono apribili anche con un comunissimo editor di testo, la formattazione non è scritta in qualche linguaggio offuscato, ma chiaro e pubblico. In futuro il peggio che potrà capitare (ma è difficile) sarà perdere questa o quell’altra grassettatura o sottolineatura, ma le informazioni rimarranno integre e consultabili anche ad occhi inesperti.
Microsoft, fiutato l’affare, ha posto al vaglio dell’ISO il suo formato OOXML senza però ottenere nulla di concreto, se non quello di perdere la faccia con uno scandalo brogli e voti comprati (a detta di molti). Perchè istituire uno standard ISO quando ce n’è già uno? Semplice: volete mettere la possibilità di pasticciare e aggiungere/cambiare uno standard iso a proprio piacimento, magari rendendo di tanto in tanto incompatibile o obsoleto un programma scritto per lo stesso formato ma da terze parti? ;)
» Il punto del discorso
A parte il fatto che mi sto abituando alle scorciatioie da tastiera, che su Linux la suite M$ Office non gira, e soprattutto tutto il discorso di cui sopra, ecco che scriverò e distribuirò solo documenti in standard ISO (o comunque aperto). (Notate che adesso anche il pdf, pur essendo un formato proprietario, è diventato uno standard ISO).
[Curiosità] Un gioco di intelligenza… Chi l’ha capito?
18 Dic
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Questo è un giochino d’intelligenza:

vedrete due immagini e dovrete capire il nesso tra le due.
Pronti?
La prima:

La seconda:

Dai, non fate quella faccia perplessa! È così chiaro!
No?!
Ok, qualche indizio:
1. La modella non ha recitato nel film
2. La modella non è la moglie/fidanzata/amante/compagna/ecc di nessuno degli omaccioni della seconda foto
3. Non è neanche la figlia di nessuno degli omaccioni
4. Insomma non è imparentata con nessuno di loro
5. La modella non c’azzecca nulla con gli omaccioni della seconda foto
6. Gli omaccioni della seconda foto hanno recitato nel(i) film “I pirati dei caraibi”
7. La modella non ha recitato nel film “I pirati dei caraibi” (ma questo mi pare di averlo già detto al punto 1, per i più attenti)
8. Alla modella non piace nessuno degli omaccioni della seconda foto
9. Alla modella non piace il film “I pirati dei caraibi”
10. Agli omaccioni della seconda foto potrebbe piacere la modella (ma questa è solo una mia supposizione)
Capito adesso?!
Ancora no?! Dai, vi dò ancora un piccolo indizio. Ora l’avete capito?
Se siete ancora tra coloro che non hanno la minima idea di cosa io stia parlando, allora vi consiglio o una dormita o una visita dall’oculista (guardate la nota ¹ in calce, non sto delirando! :P). Se invece l’avete intuito e avete avuto l’occhio vispo, ecco che vi svelo l’arcano (anche se potreste rimanere delusi):
Ecco qui come sono in realtà gli omaccioni:

È una mia impressione o quello accovacciato in basso a destra se la sarebbe cavata benissimo anche senza il fotoritocco? o.O
Ok, ora giuro che vado a dormire! :)
[Ricette] Torta al cioccolato
17 Dic
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Stasera, preso dall’entusiasmo di una torta benriuscita confezionata questo weekend con un mio amico in montagna, mi sono cimentato a preparare la stessa torta di Cioccolato e Pere.
Il risultato? Strano a dirsi, ma è davvero squisita.
Vi dico fin da ora che la foto non rende affatto, sfuocata e scura, ma non ho voglia di farne un’altra (e comunque sarebbe troppo tardi). =)

Visto che mi sento altruista vi svelerò come farla, così potrete gustarla anche voi a casa (e controllare che l’immagine *davvero* non rende giustizia):
» Cosa serve
- 250gr di cioccolato fondente
- 250gr di zucchero (meglio se a velo)
- 150gr di burro
- 5 uova
- un pizzico di sale
- un goccio di succo di limone
Baking…
Rompete il cioccolato e fatelo sciogliere completamente in un pentolino (personalmente consiglio il bagno-maria), quindi aggiungete il burro *A PEZZI* e fatelo sciogliere completamente anch’esso. Con un frullatore tritate lo zucchero (se non lo avete già a velo) fino ad ottenere una polvere finissima, tipo farina (questo serve per agevolare lo scioglimento dello zucchero stesso nella “brodaglia” di cioccolato di cui sopra). Quindi aggiungete anche questo nel pentolino. Ah, dimenticavo, in tutto questo ambaradam dovreste *ovviamente* continuare a mescolare! :P
Separate i tuorli d’uovo dall’albume (che due maroni questa operazione ¬¬) e aggiungete i “rossi” nel pentolino.
Prendete l’albume (non l’avete buttato, vero?! Io non ve l’avevo detto di farlo!!), mettetelo in una pentola piuttosto alta, spremeteci insieme un po’ di limone e aggiungete un pizzico di sale, quindi armatevi di frusta (intendo questa, NON questa ¬¬) e montate il tutto fino ad ottenere una specie di spuma (ci vorrà del tempo, specie se lo farete a mano).
Aggiungete il preparato al cioccolato che avete nell’altro pentolino e mescolate dal basso verso l’alto fino ad ottenere una crema dolce di un marrone uniforme.
*
A questo punto potete fare quello che state aspettando fin dalle prime righe: affondate il dito nella crema e assaggiate. Cercate di non finire la crema e accendete il forno: 180° per 40 minuti. Controllate di tanto in tanto, dovrebbe formarsi una crosta sulla superficie, la quale finirà per rompersi durante gli ultimi minuti di cottura.
Nota per coloro a cui PIACCIONO LE PERE (niente di malizioso ¬¬)
Se volete aggiungere dei pezzi di pera (che rendono la torta decisamente più gustosa, a mio avviso), semplicemente tagliate una pera a fettine sottili e non troppo spesse (dell’ordine del mezzo cm circa) e aggiungetele al composto nel punto tra la crema marrone e la pucciata del dito (vd. asterisco) =)
Buon appetito
1. non è vero che sto ascoltando questa canzone, ma mi ricorda molto la torta in questione! :P
[Soldi] Perchè San Remo è San Remo… Eh, già! :)
13 Dic
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Come qualcuno saprà (o si ricorderà), son stato parecchie volte a San Remo, trovo che sia una città bellissima, un po’ per come è fatta in sè e per la sua posizione, un po’ per la gente e il clima, un po’ – sicuramente – perchè ci ho passato la maggior parte delle vacanze della mia infanzia.

Quando qualcuno sente “San Remo” subito pensa al Festival. Beh, si, ma non c’è solo questo a San Remo. In treno, nelle tre ore che mi separavano dal mare, ho pensato come sfruttare al meglio i due giorni per rivedere tutti i posti e reincontrare gli amici che conosco. E magari coglier l’occasione di scattare qualche foto, tempo permettendo.

Appena arrivato ho scaricato la borsa con i vestiti e son corso in spiaggia. Il mare, ovviamente, non è limpido come quello sardo (San Remo ha anche un paio di porti, tra l’altro) ma noto con piacere che negli ultimi anni è migliorato ed è diventato più pulito e più “vivo”: al largo, passata la barriera (artificiale) di scogli frangionde, si possono trovare spigole e cefali a volontà.
Personalmente, da quando ero bambino, il bagno l’ho sempre fatto ad Arma di Taggia (località balneare di Taggia), sia perchè c’è la sabbia, più difficile da trovare a San Remo, sia perchè so di trovare qualche amico, tra le spiaggie di Taggia e Bussana.

Rincasando, verso sera, ecco la folla di gente che si da appuntamento sotto uno degli edifici più conosciuti di questa città:

Il casinò
Il casinò si trova proprio alla fine del prolungamento della “Vasca”, la via famosa in cui ha sede il Teatro Ariston. Quando non ci sono “manifestazioni mondane” questa via si apre ai turisti offrendo negozi tipicamente da turisti, cioè contenenti quel genere di cose che potresti benissimo comprare in qualsiasi altra città ma fa figo comprare altrove: vestiti, bigiotteria, libri, ecc.. senza contare uno smisurato numero di bar e gelaterie che – in estate – sembrano comparire come i funghi.

Se invece si è in cerca di qualcosa di un pochino più caratteristico (occhio, potreste però fallire miseramente anche in questo caso), ecco che basta aspettare il giorno e infilarsi nelle viuzze che, partendo da Piazza Colombo e passando per via Palazzo (vd. mappa) portano fino al mercato:

Via Palazzo

Le “viuzze” di cui sopra ;)
Siete dei romanticoni in visita a San Remo con la vostra dolce metà? Non era questo il mio caso, ma non potreste sicuramente mancare una passeggiata sull’Imperatrice, il corso che costeggia il mare alla periferia ovest di S. Remo:


Riconoscete questo posto? Continuate a leggere…
In questo posto esatto è stata girata la sigla del festival del 1982, con Pippo Franco (ne consiglio la visione anche solo per farsi due risate :D):
se pur il prezzo del biglietto dei mezzi pubblici sia (quasi) allineato a quelli di Milano (il che può stupire visto che San Remo si attraversa a piedi per la sua lunghezza in un’oretta e mezza) ho notato che ogni bus è equipaggiato con (almeno) uno schermo che avverte di scioperi, avvisi comunali (non solo della compagnia) e dei sistemi di sicurezza montati sulla vettura. Questo affiancato da un paio di telecamere che riprendono e trasmettono (in diretta, wireless immagino) le immagini ad un centro di controllo.

Forse una
cosa del genere a Milano è improponibile (sia come prezzi per la realizzazione che come estensione a tutte le numerose vetture) ma potrebbe fornire ottimi spunti per migliorare il nostro sistema di trasporto pubblico.
Fine della piccola nota da bravo milanese.
Riprendo il treno con il sorriso sul volto, ho rivisto alcuni amici, dai più datati a quelli più “freschi”, alcuni luoghi a me cari, ma San Remo vuole salutarmi a modo suo ricordandomi che sto tornando alla vita di tutti i giorni, e così in stazione mi ritrovo la biglietteria automatica che fa bella mostra di sè:

Ma… quello… sembrerebbe…

IL BSOD di Window$¹!!
[Curiosità] Google? Adesso anche nei distributori!
1 Dic
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Ecco che si presenta l’ennemisa causa di stress per gli automobilisti delle grandi città: il benzinaio.
Dopo i continui aumenti della benzina (con contro-proposte per arginare il problema) ecco che adesso potrebbe nascere un nuovo modo di fare arrabbiare gli automobilisti. Se il benzinaio è uno di quei rari posti dove *di solito* non bisogna stare in coda per rifornirsi, ecco che anche questo potrebbe cambiare:

Una pompa di benzina della Gilbarco
Ho letto sul “IL MONDO“, infatti, che Google sta lanciando in america una sua gamma di distributori (cosa non vuol dire diversificare il mercato ¬¬)!
Niente di spettacolare, ovviamente il distributore sarà connesso ad internet¹ e per ora si pensa soltanto di rendere disponibili servizi quali “mappe, indicazioni su luoghi di interesse, negozi o località turistiche o di intrattenimento” (cit. pag 89 – IL MONDO – 30/11/2007).
Così se uno ha fretta di fare il pieno potrebbe incappare in un automobilista che si è attacco ai siti porno e non molla il distributore per una buona mezz’ora. ¬¬ (dando – tra l’altro – una nuova connotazione ambigua al termine “pompa di benz…” scusate… -.-)
La cosa “furba” è che si potrà stampare il risultato di tali ricerche insieme – ad esempio – alla ricevuta della carta di credito e – questa che sto per dire risulta furba solo per google – compariranno sul display annunci pubblicitari di ogni genere.
Tutte queste cose – e questa è la notizia che mi ha spinto a scrivere di questa futile novità – è che tali distributori monteranno un sistema operativo chiamato Applause basato – c’era da dirlo?! – su Linux! Segno che Google, dopo Android, valuta sempre di più le alternative scalabili e opensource!
I vecchi appassionati della benzina “veloce e tradizionale” (si fa per dire) possono invece fare un giro in Cambogia, con la possiblità di incappare in un distributore come questo:

[Film] La musica nel cuore – August Rush
1 Dic
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Per la saga dei film musicali (cfr. Scrivimi una canzone, Hairspray) ecco che aggiungo l’ultimo visto: La musica nel cuore (eng: August Rush).

La locandina (italiana) del film
» La trama (in breve e senza il finale)
Un ragazzino, vissuto in comunità per 11 anni, sa di avere un particolare rapporto con la musica: qualsiasi cosa, dal suono delle macchine, al vento tra le foglie, al suono di uno scacciapensieri, viene percepita come melodia. Ma ecco che, per una serie di eventi, si ritrova a girare per New York nella speranza di coronare un (il) suo grande sogno: ritrovare i genitori. Quello che Evan (questo il nome del ragazzino, poi cambiato in August Rush durante il film) sente in fondo al cuore è che se riuscirà a comporre una canzone e a suonarla davanti a tante persone, questa potrebbe far sì che i genitori lo ritrovino. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: da una parte la New York degli sfruttatori (è difficile vedere Robin Williams nella parte del finto-buono-quasi-cattivo), dall’altra la difficoltà di fare incontrare due persone mai viste che vivono in due città diverse…
» Il trailer
» Giudizio finale
I personaggi sono azzecati, il film di per sè – per quanto sia piuttosto surreale in alcuni punti – è davvero piacevole e sempre accompagnato da una colonna sonora che, con molta arguzia e presunzione, passa dal rock&roll alla musica classica, finendo per mischiare questi due generi completamente diversi e fondendoli in un’unica canzone. La fine?! Da una parte è piuttosto scontata (we, è la solita commedia all’americana! :P), dall’altra lascia parecchi dubbi sull’esito di buona parte dei personaggi…
Per dirla tutta, il mio commento finito il film è stato:
Andate a vederlo, è un film piacevole e per nulla impegnativo.
[Linux] Amici delle “rotondità”, ci sono novità! :) PsycheHare!
1 Dic
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Ho avuto il piacere di “ospitare” l’hacker del progetto Psychehare sul mio piccolo blog, il quale ha anticipato la mia volontà di recensire un’applicativo che ho sempre considerato interessante: il menù circolare. (cfr. In questo ci hanno preceduti. O QUASI. Nuova idea di menù avvio.)
L’avere un menù circolare mi ha sempre incuriosito per svariati motivi. Per prima cosa mi piace l’idea di avere un menù “a comparsa” esattamente sotto il mio mouse – il puntatore è “il centro del mondo” quando si lavora su un desktop – e poi ho sempre il mio innato desiderio di rivestire *completamente* i desktop. Quelli tradizionali sono tutti uguali e senza alcuna novità ecclatante. Ci sono tanti DE in giro, tanti sistemi operativi, ognuno con il suo, ma – guarda caso – partono tutti da un pannello (disegnato nei modi più svariati) con un menù o icone. Ho uno schermo da 13 pollici sul mio portatile, già è piccolo, perchè non utilizzarlo *TUTTO* per quello che sto facendo?
Ed ecco che openoffice si trasforma a tutto schermo con un CTRL+ALT+J, opera/firefox si trasformamo con un banale F11, vlc/totem un doppio click sul video, ecc…
Ma ecco una prima risposta a questa mia mania dell’ottimizzazione dello spazio:

Psychehare
Per quanto lo sviluppo – come specificato dallo stesso hacker del progetto, The Leashed Hare – sia ancora in stato embrionale, questi mockup promettono davvero bene, anche meglio di quelli già pronti per Window$. E che dire dell’usabilità? E del fatto che sia un progetto open source? Andatevi a leggere sul blog ufficiale i “progetti per il futuro” per scoprire come evolverà questo piccolo nuovo arrivato nell’aggueritissimo (ora più che mai, con KDE 4 alle porte) mondo dei menù!
Sono impaziente di provare qualcosa, e credo che farò un giretto su launchpad a scaricarmi il tarball! ;)
Che dire?! Complimenti all’hacker e all’ideatore (sono due persone diverse), e continuate così!
Tenetemi informato su nuovi sviluppi, non mancherò di passare a trovarvi e recensire nuove releases!




