Giudizio: starstarstarstarstar (5/5)

Siete in cerca di un libro piacevole, per nulla impegnativo, pieno di verità e decisamente “spontaneo”?

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Visto che qualasiasi recensione sarebbe superflua e decisamente riduttiva (il libro non è così articolato, ma tocca davvero un sacco di aspetti completamente diversi tra loro), vi lascio a quella scritta in copertina.

Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano “l’appuntamento”. Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un’altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all’inseguimento di un sogno. È l’inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L’amore, l’amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

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Fabio Volo scrive, a mio avviso, esattamente come parla. Avrà una specie di riconoscitore vocale: Volo parla, il computer scrive. Questo gli ha permesso di non perdere per strada neanche un concetto, nemmeno un piccolo pensiero. Ed è riuscito a fotografare il pensiero di ognuno nelle più disparate situazioni.

Ho provato anche a vederlo all’opera in alcuni film (in particolare in Bianco e Nero) e devo dire che – per fortuna – scrive l’opposto di come recita.

Insomma, un gran bel libro.

Ultimo consiglio: prendetevi un weekend libero per leggere questo libro, non perchè sia lungo o impegnativo (anzi, l’opposto!) ma perchè vi distrarrà da tutto quello che state facendo!


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