Se ieri, scherzando, avevo chiuso il post dicendo

Io vado a piantare la tenda davanti all’edicola per accaparrarmi la prima copia! =)

Direi invece che, visto il viaggio che mi son fatto oggi per accaparrarmi una copia, questa mia esclamazione è risultata decisamente poco fortunata.

Diario di viaggio

Ogni diario che si rispetti merita una cartina:




View Larger Map

Ore 09:30 – Esco di casa in scooter, chiedo all’edicolante che mi risponde gentilmente (ma disperato) che il quotidiano è finito. Giro almeno 10 edicole nella zona.

Ore 09:50 – Inizio a pensare che il quotidiano sia finito un po’ ovunque, ho appreso che son state consegnate dalle 3 alle 5 copie per ogni edicola, e che in alcune hanno addirittura accettato prenotazioni giorni prima. Ricevo anche (poco) apprezzati (ma altruistici) consigli quali “non sprecare benzina, è finito ovunque” oppure “lascia perdere, non ne troverai mai uno” o ancora “prenota quello di domani, se ce la fai”.

Penso: “dove possono avere ancora delle copie?”. Nei quartieri “ignoranti” della città (troppo semplice, ci saranno anche lì menti sveglie, saranno già passate, sono quasi le 10) oppure nelle zone poco popolose (ma vorrà dire che l’edicolante avrà detto meno “no” dopo aver comunque inevitabilmente già terminato le sue 5 copie). Poi l’idea: in provincia! Con lo scooter la raggiungo facilmente. Penso di spostarmi verso Cologno, Cernusco, Cassina, ma poi realizzo che quella è una zona popolatissima da aziende e lavoratori, sicuramente avranno finito anche lì le poche copie consegnate. Meglio andare verso Varese, stando sulla provinciale: la Varesina taglia tutti i paesi e, di tanto in tanto, regala qualche edicola più o meno imboscata ai viaggiatori. Ovviamente mi fermo in tutte le edicole di Milano incontrate sulla mia strada. Il miglioramento del processo ha voluto che attraversassi alcune fasi nella mia ricerca, qui sintetizzate in tre macro-punti:

  1. Fase relax: Scendo dallo scooter, metto il bloccasterzo (una volta pure il bloccadisco, ero lontano dall’edicola), tolgo il casco, entro in edicola, aspetto il mio turno e chiedo cortesemente e pacatamente “Scusi, ha Il Fatto?”
  2. Fase speed: Parcheggio lo scooter (senza nemmeno il bloccasterzo), corro nell’edicola senza togliermi il casco, mi atteggio da ho-dimenticato-i-fornelli-accesi e, quando ottengo l’attenzione un po’ sorpresa dell’edicolante, chiedo in fretta “Per caso ha Il Fatto?”
  3. Fase qui-o-mi-muovo-o-resto-senza: Arrivo davanti all’edicola (anche a quelle che hanno una propria vetrina, non necessariamente la struttura sul marciapiede) in sella allo scooter cercando di dare nell’occhio (una volta ho pure suonato il clacson molto maleducatamente, e mi son pentito) e “urlo” la mia domanda.

Ore 10:10 (già in “fase speed“)- Sono vicino alla periferia di Milano (Ospedale Sacco) e ho raccolto le perle di 63 edicolanti. Cito le migliori:

Io: Salve, ha Il Fatto?

Edicolante: No, mi spiace. Aspetti che aggiorno la lista…

I: Che lista?

E: Sei il 45esimo che mi chiede una copia da quando è finito il giornale!

I: Sta scherzando?!

E: No no! Guarda! (e mi mostra un foglio dove, in stile carcerato, aveva raggruppato a gruppi di 5 un insieme di trattini)

O ancora

I: Salve…

E: No!

I: Scusi, “no” cosa? Non le ho ancora chiesto niente!

E: Tanto fate tutti la stessa domanda, oggi…

I: Magari la mia è diversa!

E: Secondo me la risposta è comunque “no”. Chiedi pure!

I: Ha Il Fatto?

E: Cosa ho detto prima?

I: No…

E: Ecco appunto.

Ore 10:45 (ultima fase, anche piuttosto stressata) – Arrivo a Bollate, vedo un’edicola nascosta tra altri negozi. Osservo l’interno: è un locale piuttosto profondo, il bancone dei quotidiani è proprio in fondo alla stanza. Non c’è nessuno a cui possa chiedere.

edicola_bollate

Decido di parcheggiare lo scotter (spengo giusto il motore, non tolgo neanche le chiavi) davanti alla porta d’ingresso, entro.

I: Scusi?

E: Oh, si salve! Arrivo! (una voce dalla stanza di fianco)

I: Buongiorno, per caso ha Il Fatto?

E: Uhm… Il Fatto… è tipo un giornale?

I: No, in realtà cercavo del quartirolo, ma se non ce l’ha va bene anche dello stracchino (questo è quello che ho pensato, in realtà ho detto: “Si, beh…”)

E: Vediamo se c’è qualcosa qui… (inizia a rovistare tra i quotidiani)

I: Ha tipo la testata rossa e il titolo in bianco, se non sbaglio, è il primo numero…

E: Questo? (e tira fuori un giornale con scritto in grande – più grande del titolo – “INDAGATO LETTA”)

I: S-s-si!!!! (rispondo con gli occhi gonfi, anche – e soprattutto, senza nulla togliere alla felicità – per aver girato così tanto in scooter senza il casco integrale)

E: Prego.

Ringrazio, pago, ringrazio, l’edicolante mi chiede da dove arrivo, le rispondo, ringrazio, sorride, ringrazio e esco.

Ripongo il quotidiano nello zaino, tra gli appunti dell’università, prendo un caffè per festeggiare e torno verso casa.

A parte il fatto che tra tempo e benzina questa prima copia del fatto l’avrò pagata più o meno 7€ – ma sono comunque felice di averlo fatto! – ho solo una considerazione da fare: se c’è stata tutta questa richiesta significa che le persone che sentono il bisogno di avere le Notizie e di sapere realmente i Fatti come stanno sono più di quante ci si aspettava. Capisco e condivido la saggia scelta di iniziare a tastare il terreno (a prescindere dalla fatica che ho fatto a causa di questa decisione), capisco che 5 copie per ogni edicola siano un numero decisamente irrisorio, e ancora capisco che rispetto ai quotidiani nazionali ad alta tiratura (e con una redazione più fornita – di risorse umane ed economiche, non parlo di voglia di fare, anzi!) Il Fatto si ritagli una fettina minuscola dei lettori abituali o occasionali, ma tutto questo fermento, questo interesse, questo “gioco” tra lettori ed edicolanti, sfociato talvolta in complicità1 mi fa ben sperare per il futuro di questa iniziativa.

Non mi resta che augurare (da questo mio piccolo spazio) il meglio a tutta la redazione de Il Fatto Quotidiano, che ha iniziato bene e son sicuro andrà avanti anche meglio. E, infine, devo anche chiedere scusa alle mie prof. di Italiano che solo due frasi fa ho ripetuto il verbo “capisco” tre volte.

fatto_scooter

Note all’articolo:

  1. Ho visto edicole che hanno accettato prenotazioni in via del tutto eccezionale, contro le loro stesse tacite regole

——–

Share/Condividi:
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Netvibes
  • Print
  • Technorati