Da circa un mese ho acquistato il mio primo mac. Non sono un appassionato, si sa, ma volevo togliermi lo sfizio di vedere com’è “il sistema più avanzato del mondo” (cit.).

Devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso, non proprio entusiasta, ma sorpreso. Già “coccolato” da un sistema Linux in precedenza immaginavo cosa aspettarmi, quindi immagino di essermi perso tutta la magia di chi si approccia alla mela per la prima volta. Purtroppo o per fortuna.

Ecco però che mi appresto ad elencare, prima che diventino un’abitudine quasi dovuta, alcune piccolezze che ho trovato in mac e che mancano quando lavoro in Linux o in Windows.

  • Installazione delle applicazioni

Già in Linux ero abituato a non dover penare troppo per installare una nuova applicazione: apro Synaptic/Yast/Yum/* e scelgo cosa voglio. Oppure, se ho necessità più specifiche, apro un terminale e scrivo una riga. Fatto. Questo funziona perchè qualcuno si è preso la briga di organizzare il software disponibile in pacchetti, elencarne le eventuali dipendenze, le architetture, ecc…

Mac da questo punto di vista è molto più simile a Windows, ma con una semplificazione non da poco: l’applicazione va trovata su internet – supponiamo Adium1, quindi scaricata e spostata nella cartella “Applications”.

installapp

Infatti ogni applicazione è in realtà un pacchetto contenente tutti i file, le librerie, ecc fini a farla funzionare. L’operazione di installazione si traduce in una semplice copia. E la disinstallazione in una cancellazione dell’icona (il corsivo è d’obbligo).

  • Vista a colonne e Cover Flow

Chiunque abbia mai avuto accesso ad un mac, o abbia visto qualcuno utilizzarlo, sarà sicuramente incappato in almeno una delle due viste di cui sotto: la prima è la vista Cover Flow, che strizza l’occhio all’aspetto estetico tanto caro a Cupertino.

coverflow

E a quelli che si apprestano a dire “ma no, è tutta orientata all’usabilità!” sono pronto a rispondere di provare a fermarsi su un file e premere spazio, avrete un’anteprima del file (i più comuni sono tutti supportati) senza bisogno di aprire il programma.

Pensata invece per l’usabilità sono la vista a colonne (vd. sotto) e la vista a icone, presente in tutti i sistemi operativi con un’interfaccia grafica. Le icone sono “live” (non so se sia la definizione corretta), nel senso che mostrano il contenuto del file che rappresentano.

cartella_iconelive

Se c’è un mp3 ecco la copertina del disco (se disponibile) e, al passaggio del mouse, un bel tasto “play” per ascoltarla, anche integralmente; se state scaricando un file potete vedere direttamente dalla cartella2 lo stato di avanzamento; nel caso di file di testo ecco che invece viene visualizzato il vero e proprio contenuto. E qui qualcuno può giustamente obiettare: che utilità c’è in un’icona da 64×64 px? Se premere il tasto spazio e spostare le dita dal mouse è uno sforzo esagerato, basta zoomare nella cartella per ingrandire il file fino ad avere una dimensione leggibile!


zoom_icon

L’altra vista già accennata sopra, utile per vedere l’ “albero” delle cartelle e l’organizzazione dei file nel disco, è la vista a colonne, che non credo meriti neanche un commento data l’estrema chiarezza ed intuitività.

vistacolonne2

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Note all’articolo:

  1. Client msn di messaggistica istantanea
  2. Supportato solo per alcuni programmi

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