Per chi si fosse chiesto che fine han fatto le fotografie e gli aggiornamenti posso dire di aver lasciato l’Australia da un po’, ormai, se pur nella speranza di tornare presto a viverci e lavorarci.
Brutto è chiudere un blog, e infatti non lo farò, ma resterà qui come i diari cartacei, sempre pronti ad essere aperti e riletti in futuro. Altrettanto brutto è, però, non tirare le somme di un’avventura, soprattutto se questa ci ha arricchiti personalmente, se è stata favolosa e inaspettatamente sorprendente. Sarebbe come avere un libro senza finale.
Ho recuperato un vecchio documento che ho iniziato a scrivere più o meno mentre il mio aereo passava su quel tratto di acqua tra l’Oceania e l’Asia, diretto verso l’Italia, e che ho finito per integrare in quest’ultimo periodo. Lo pubblico senza revisioni ulteriori, lasciando intatti i pezzi scritti al tempo, e integrando le aggiunte per renderlo auspicabilmente più scorrevole nella lettura. Grazie a chi mi ha seguito, a chi ha letto e magari commentato, ma grazie soprattutto a chi ha reso questa mia permanenza australe fantastica, anche se probabilmente sarà proprio chi non potrà leggere queste righe per vincoli linguistici. :)
A ormai un anno di distanza da quando ho condiviso con la grande rete i motivi della mia partenza, ho deciso di tirare un po’ le somme di questa esperienza australiana che sta, temporaneamente o permanentemente, giungendo al termine.
Saranno ovviamente giudizi dettati da esperienze personali e quindi soggettive, ma il solo fatto che siano ampiamente condivise da persone che hanno vissuto questa stessa avventura è sicuramente un punto di forza a sostegno della loro veridicità.

